Gibellina, niente è più come prima

La Fondazione Orestiadi e il Sessantotto

«Montagna di sale», di Mimmo Paladino, una delle opere simbolo della Fondazione Orestiadi Foto © Giulia Casamento
Mariella Rossi |  | Gibellina (Tp)

La Fondazione Orestiadi è un catalizzatore permanente di cultura. A volerla fu Ludovico Corrao (1927-2011), figura simbolo della ricostruzione del Belìce dopo il terremoto del 1968.

Tra le attività della Fondazione vi è il programma di residenze d’artista e di mostre della Sezione arti visive, diretta da Achille Bonito Oliva. «Gli artisti che quest’anno si alterneranno in residenza sono una ventina, provengono dalla Finlandia e dai Paesi Baschi, spiega Enzo Fiammetta, direttore del Museo delle Trame Mediterranee, parte della Fondazione. I primi sono dieci e fanno parte del collettivo finlandese Collective Intelligence». A loro è dedicata una mostra nella sede della Fondazione, al Baglio di Stefano, fino al 2 settembre. S’intitola «Growing a Language» e presenta le opere realizzate in permanenza più una serie di performance.

Dal 29 giugno al 13 luglio è inoltre di scena la collettiva
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