Giardini nelle rocce di Cappadocia

Un programma per conoscere un contesto paesistico che conserva le tracce di una cultura rupestre, oggi aggredito da nuovi insediamenti

Piccionaie della Valle delle Rose © Marzo Zanin per Fondazione Benetton Studi e Ricerche
Camilla Bertoni |  | Treviso

In Cappadocia, nel paesaggio scavato nella roccia dell’altopiano anatolico, è approdato il Premio internazionale Carlo Scarpa per il Giardino. A ricevere il sigillo disegnato da Scarpa, simbolo della 31ma edizione del Premio, è la storica dell’arte Maria Andaloro, ideatrice della missione di ricerca all’Università della Tuscia per il recupero di manufatti dispersi in questo vasto territorio e cicli pittorici conservati in edifici sacri trasformati in edifici rurali dal XIII secolo con la scomparsa della colonizzazione bizantina.

«Dal 2006 la studiosa ha sviluppato un lavoro a cavallo tra l’Italia e la Cappadocia che coniuga sviluppo e trasmissione di attenzioni e saperi con uno sguardo sul paesaggio in chiave di appartenenza e di responsabilità», queste le motivazioni del Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi e Ricerche. La vocazione del Premio intitolato all’architetto veneziano, ovvero la valorizzazione della cultura per la tutela del paesaggio nel mondo e delle testimonianze storiche in esso conservate, si concretizza in un programma avviato con la mostra «Cappadocia. Il paesaggio nel grembo della roccia» per conoscere un contesto paesistico che conserva le tracce di una cultura rupestre, oggi aggredito da nuovi insediamenti.

Curata da Patrizia Boschiero, coordinatrice del premio, e Luigi Latini, presidente del comitato scientifico, la mostra visitabile fino all'11 luglio è il primo appuntamento del nuovo spazio culturale Ca’ Scarpa, nell’antica Chiesa di Santa Maria Nova, utilizzata come magazzino e ora restaurata da Tobia Scarpa. Saranno inoltre presentati il film documentario «Güllüdere e Kizilçukur: la Valle delle Rose e la Valle Rossa in Cappadocia» (regia di Davide Gambino in collaborazione con Gabriele Gismondi) e l’omonimo volume a cura di Patrizia Boschiero e Luigi Latini. La consegna del premio avverrà a Treviso nell’ambito di un convegno dedicato alla storia di questa parte di mondo e alla fine di un programma di incontri.

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