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Gemito, lo scultore con l'anima napoletana

La mostra si sofferma anche sull’ultima fase della vita dell’artista, dal 1910 in poi

La prima scultura di Gemito, «Il giocatore di carte», realizzata a soli 17 anni nel 1869. Foto: Studio Speranza

Parigi. Il Petit Palais inaugura la sua «stagione napoletana» con una mostra dedicata a Vincenzo Gemito (1852-1929), la prima in Francia realizzata con la collaborazione del Museo di Capodimonte. Il museo parigino è affascinato dalla storia di Gemito, il bimbo dei quartieri poveri diventato un grande scultore.

In un percorso cronologico, ricco di 120 opere, la mostra «Vincenzo Gemito. Lo scultore con l’anima napoletana» (15 ottobre-26 gennaio) è stata curata da Christophe Lerubault e Sylvain Bellenger, direttori rispettivamente del Petit Palais e del Museo di Capodimonte.

Quest’ultimo ha prestato a Parigi la prima scultura di Gemito, «Il giocatore di carte», realizzata a soli 17 anni nel 1869, e il «Busto di Anna» del 1886, ritratto in marmo della modella Anna Cutolo di cui Gemito si invaghì e che divenne sua moglie.

Sono esposte anche due opere che furono presentate a Parigi con grande scalpore: «Pescatore napoletano» (1876-77) e «Pescatorello» (1878), la prima in gesso del Museo di Capodimonte, l’altra in bronzo del Bargello di Firenze, ispirati allo stesso tema dello scugnizzo in posizione accovacciata che sta pescando.

La mostra si sofferma anche sull’ultima fase della vita dell’artista, dal 1910 in poi, gli anni «spettacolari», scrive il museo, in cui, guarito dalla depressione e dai deliri, Gemito realizzò splendidi ritratti di donne, zingare e popolane, «che annunciano tutta la figurazione degli anni ’30 e ’40 e ispirano artisti come de Chirico».

Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 401, ottobre 2019


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