Garofalo & Dossi

Stefano Luppi |

Sono trascorsi cinquecento anni da quando, secondo un documento del 1513, i pittori della corte estense Benvenuto Tisi detto il Garofalo e Giovanni Luteri detto Dosso Dossi si recarono a Venezia per acquistare i colori utili a dipingere il Polittico Costabili. La grande macchina d’altare, una delle opere cardine della pittura rinascimentale ferrarese, è conservata dal 1846 nella Pinacoteca di Palazzo dei Diamanti ma è stata smontata e spostata dopo che il muro dell’ala Biagio Rossetti su cui era esposta aveva riportato forti lesioni durante il sisma della primavera del 2012. Ora, fino al 26 gennaio, è al centro di una mostra-cantiere allestita in più sale di Palazzo dei Diamanti che consente di ammirare da vicino le sei tavole che compongono il polittico insieme al «Giovanni Battista» di Dosso prestato dalla Galleria Palatina di Firenze. L’esposizione è curata dalla direttrice della Pinacoteca
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