Galleristi sregolati

Francesca Romana Morelli |  | Todi (Pg)

«I racconti Zen sono gli unici che mi fanno ridere, di una risata come quella di un fanciullo, perché sono proprio di un candore straordinario e di un’astuzia straordinaria nello stesso tempo, raccontava Alighiero Boetti,  perché non c’è mai alcuna regola, la regola è regolarsi, la regola è: fatti le tue regole».

Da Bibo’s Place fino al 10 luglio, con lo stesso spirito di Boetti, i titolari della galleria Andrea Bizzarro e Matteo Boetti (figlio dell’artista) organizzano una mostra intitolata con un acronimo di loro invenzione, S.U.P.E.R., ovvero «Salvifiche Unicità Per Empatie Rapaci», ossia le qualità che a loro giudizio caratterizzano le 25 opere esposte.

Si comincia con un’acquatinta, «La teogonia d’Esiodo», di Georges  Braque (1933) e un’acquaforte, «Zinnie», di Giorgio Morandi (1930), per passare a un «Concetto spaziale» della serie «Attese» di Lucio Fontana (1963) e a un’installazione ambientale,
...
(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Francesca Romana Morelli