Franceschini: «Paesaggio e beni culturali sono dello Stato»

Il ministro dei Beni culturali: questi temi restino fuori dalle trattative con le Regioni. Tra le urgenze emerse agli Stati generali sul paesaggio: servono persone, le amministrazioni regionali ritardatarie facciano i piani paesaggistici

Panorama veneziano: il ministro Franceschini, intervenuto agli Stati generali del paesaggio ha detto che i due referendum appena svolti in Veneto e Lombardia (voluti dalla Lega Nord) «metteranno in moto trattative tra lo Stato e le Regioni sul federalismo differenziato. Paesaggio e beni culturali non possono entrare in questa trattativa: fanno parte del patrimonio complessivo della Nazione». Foto di Stefano Miliani
Stefano Miliani |

Roma. Il vento della politica soffia sul paesaggio. Doverosamente, perché i rappresentanti politici hanno il dovere di gestire in pubblico i processi ambientali e urbanistici che, se non controllati, devastano l’ambiente, le città, la vita collettiva a vantaggio di pochi. «I due referendum appena svolti (quelli in Veneto e Lombardia voluti dalla Lega Nord, Ndr) metteranno in moto trattative tra lo Stato e le Regioni sul federalismo differenziato. Paesaggio e beni culturali non possono entrare in questa trattativa: fanno parte del patrimonio complessivo della Nazione. È la mia opinione». Il ministro dei Beni e Attività culturali e del Turismo Dario Franceschini dal palco degli Stati Generali del Paesaggio tenuti a Palazzo Altemps a Roma interviene su un tema che potrà accendere gli animi dei federalisti a oltranza e riscuote applausi dalla platea. D’altronde, nelle due giornate del consesso emerge
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© Riproduzione riservata L'intervento di Salvatore Settis agli Stati Generali del Paesaggio a Roma. Da Twitter Dario Franceschini. Fonte: Wikimedia Commons
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