Fotografi e reporter ai tempi della Repubblica di Weimar

Al Landesmuseum la fotografia di Weimar Il medium fotografico, sperimentato da coraggiosi artisti della camera oscura e neoreporter giornalistici, fu perfetto contraltare della rivoluzione in atto nella società tedesca

La danzatrice Claire Bauroff fotografata da Lotte Jacobi a Berlino intorno al 1928 (particolare). © Collezione F.C. Gundlach, Amburgo
Francesca Petretto |  | Bonn

Apre il primo ottobre nell’ex capitale della Germania Ovest una mostra epocale, nata in seno alle celebrazioni per i 100 anni di Bauhaus e frutto della collaborazione di più organizzazioni, quali la Deutsche Fotothek di Dresda e la Stiftung F.C. Gundlach di Amburgo, insieme al museo ospitante, LVR LandesMuseum Bonn, e con il sostegno di Ullstein Bild Berlino e Kunststiftung NRW.

Il titolo non ha bisogno di fronzoli per attirare i visitatori: «Fotografia nella Repubblica di Weimar» (fino al 19 gennaio). Nella breve stagione (appena 15 anni, dal 1918 al 1933) di una prima democrazia per la Germania che si affacciava al mondo contemporaneo con le sue eccellenze tecniche, scientifiche e artistiche, il medium fotografico, sperimentato da coraggiosi artisti della camera oscura e neoreporter giornalistici, fu perfetto contraltare della rivoluzione in atto nella società tedesca.

Questa società in fermento
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

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