Fotografò il colonnello Kurtz

Chiara Coronelli |  | New York

Quarant’anni di carriera, diciotto libri pubblicati e, tra i molti riconoscimenti, anche un Infinity Award for Journalism, il Cornell Capa Award for Lifetime Achievement e un World Press.

Scomparsa lo scorso 25 maggio all’età di 75 anni, Mary Ellen Mark ha viaggiato per il mondo tra Asia, Africa, Stati Uniti, fotografando i ragazzi di strada a Seattle, i tossicodipendenti, le giovani prostitute nei bordelli di Mumbai, le donne ricoverate nella Ward 81 dell’ospedale psichiatrico in Oregon, i gitani, la missione di Madre Teresa, il circo.

Non c’è chi, avendola conosciuta, non abbia parlato dell’intensità del suo sguardo, e di una capacità di empatia fuori dal comune, che l’ha portata a cercare l’umanità in ogni aspetto della vita.

Questo senso degli altri illumina anche la sua formidabile attività di ritrattista, quella che la vede persino domare il Marlon Brando del colonnello Kurtz nell’«Apocalypse Now»
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