Fontana, Manzoni e Burri locomotive. Gli altri al traino

Michela Moro |  | Milano

Fontana 21,5 milioni (15 ottobre), 27,3 milioni (10 novembre); Manzoni 15,9 milioni; Burri 5,6 milioni. Il sistema combinato aste-gallerie-investitori che ha valorizzato i grandi italiani del ’900 tenta ora di aggregare al business anche altri artisti ma di minore talento

L’arte italiana è innovativa, elegante, senza tempo e sempre più ambita, con tre grandi vecchi che han fatto da apripista ad artisti in principio meno conosciuti che stanno acquistando visibilità su palcoscenici, ma bisognerebbe dire rostri, internazionali e globali. Il mantra di questi anni è stato Fontana Burri Manzoni, che con la potenza delle loro opere hanno indicato ai collezionisti internazionali, soprattutto agli americani che al tempo giusto ne avevano ignorato le istanze, orizzonti fino ad allora non percorsi.

Il viaggio è stato fatto a passo costante, con la certezza di una méta sicura, e qui se ne sono prese in considerazione
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