Fontana è il capofila italiano

Christie’s incorpora l’asta Thinking Italian nella vendita serale dedicata ai 20th/21st Century

Alighiero Boetti, «Mappa», 1988-89 (stima 1,4-2,1 milioni di euro)
Elena Abbate |

Il 15 ottobre Christie’s presenta l’asta «20th/21st Century: Evening Sale Including Thinking Italian» con opere di alcuni dei più apprezzati artisti del XX secolo. La vendita si tiene a Londra a partire dalle 14 ora locale, ma accoglierà via livestream le sale di New York e Hong Kong. Tra gli highlight più importanti figurano «Because It Hurts the Lungs» (1986) di Jean-Michel Basquiat (7,1-11,6 milioni di euro) e «Guest House Garden» (2000) di David Hockney (6-8 milioni).

Il dipinto di Basquiat, già esposto nel 2004 al Museo del Palacio de Bellas Artes a Città del Messico e nel 2019-20 alla National Gallery of Victoria a Melbourne, risale al periodo di massimo successo dell’artista e riflette esplicitamente la sua fascinazione per Leonardo (da cui deriva il titolo dell’opera), mentre la tela di Hockney, che ricompare in pubblico per la prima volta da quando fu acquistato nel 2001, segna l’inizio di una svolta nella produzione artistica dell’artista, da allora sempre più incentrato sulla familiarità di casa sua.

Significativa anche la presenza di «Hill Houses (Green Version)» di Peter Doig (4-5,2 milioni), dipinto tra il 1990-91 e precursore delle famose stampe, di poco successive, «Concrete Cabin». Acquistato nel 2003 dall’imprenditore e filantropo Donald R. Sobey, scomparso lo scorso marzo, il dipinto è ora messo in vendita dalla sua fondazione e il ricavato servirà a finanziare la promozione di artisti indigeni canadesi contemporanei nel resto del mondo. In catalogo non manca nemmeno Banksy; il suo dittico «Girl with Balloon» è proposto con una stima di 3-4 milioni.

L’asta include anche una sezione cui normalmente Christie’s dedica un evento a sé stante: «Thinking Italian», che si focalizza interamente sui grandi nomi dell’arte italiana dal dopoguerra in poi. Mariolina Bassetti, presidente di Christie’s Italia e a capo del dipartimento postwar and contemporary, spiega che, dietro alla scelta di accorpare la sezione italiana (una decina di lotti) all’asta serale del XX e XXI secolo, è la volontà di dare ancor più visibilità internazionale a un ventaglio ridotto ma selezionatissimo di opere che testimoniano l’eccellenza creativa italiana.

Tra queste, riceve particolare risalto una «Mappa» del 1988-89 di Alighiero Boetti (1,4-2,1 milioni), parte di un’ampia serie avviata nel 1971. Notevoli inoltre un «Achrome» di Piero Manzoni del 1958 (1,5-2,1 milioni), una rara «Superficie rigata» di Castellani del 1962 (410-580mila), il dipinto di Domenico Gnoli «Sous la Chaussure» del 1967 (1,8-3 milioni), l’olio su tela «Untitled» (1960) di Jannis Kounellis (1,2-1,8 milioni), «Le Muse inquietanti» (1959) di Giorgio de Chirico e un «Concetto spaziale, Attese» (1964-65) di Fontana (3,5-5,8 milioni), top lot di «Thinking Italian».

Christie’s ha inoltre unito le forze con due organizzazioni impegnate per una maggiore sostenibilità ambientale: Gallery Climate Coalition, che riunisce attori del mercato dell’arte nel tentativo di trovare approcci sostenibili nel proprio settore lavorativo, e ClientEarth, società di diritto ambientale che lavora a livello sistemico, a partire dalla giurisprudenza, per stimolare una transizione ecosostenibile. Insieme a esse, Christie’s ha avviato il progetto benefico «Artists for ClientEarth»: attraverso la vendita, in varie aste, di opere di artisti contemporanei, saranno supportate le battaglie legali di ClientEarth volte alla riduzione delle emissioni fossili. Il 15 ottobre sarà venduta la prima opera: «There’ll be bluebirds» (580-800mila) di Cecily Brown (2019).

© Riproduzione riservata Enrico Castellani, «Superficie rigata», 1962 (stima 410-580mila euro) Piero Manzoni, «Achrome», 1958 (stima 1,5-2,1 milioni di euro)
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