Florence Art Week: Firenze è un cantiere contemporaneo

Da Moore a Cragg a Hirst ed Eliasson la settimana che precede la BIAF è un fiorire di mostre dedicate ai protagonisti dell’arte più recente

Particolare di un’opera senza titolo in mosaico, francobolli e carta di Elisabetta Di Maggio. Cortesia della Galleria Christian Stein, Milano e dell’artista
Laura Lombardi |  | Firenze

Una raffica di mostre, che inaugurano tra il 16 e il 24 settembre dedicate a nomi ormai storici dell’arte contemporanea o a protagonisti della produzione più recente, caratterizza la Florence Art Week, che precede l’apertura al pubblico della BIAF-Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Palazzo Corsini.

Presentandolo come «un progetto pilota», il sindaco Dario Nardella insiste sul lavoro di «cantiere» che coinvolge diverse realtà, musei del Comune ma anche fondazioni come Palazzo Strozzi, diretto da Arturo Galansino, dove dal 22 settembre si tiene la grande mostra di Olafur Eliasson.

Sergio Risaliti, direttore del Museo Novecento,  vuole sfatare «la mitologia popolare di una Firenze di guelfi e ghibellini», a favore di una vitalità di «una rete ben più articolata e pervasiva che non vive di solo turismo»; opinione condivisa da Fabrizio Moretti segretario generale BIAF-Biennale Internazionale di Antiquariato, da Maria Grazia Giuffrida, Presidente dell’Istituto degli Innocenti e da Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi.

Nell’Andito degli Angioini in Palazzo Pitti prosegue la mostra di Sammy Baloji (fino al 27 novembre) a cura di Lucrezia Cippitelli, Chiara Toti e del collettivo BHMF  che offre un significativo esempio di rilettura dei rapporti tra culture diverse.

In Piazza della Signoria e sul Sagrato dell’Abbazia di San Miniato al Monte «Henry Moore in Florence», curata da Sebastiano Barassi, Head of Collections and Exhibitions della Henry Moore Foundation e da Sergio Risaliti (fino al 31 marzo 2023), in concomitanza con «Back to Moore. Forte Belvedere 1972» al Museo Novecento dove, dal 19 al 23 settembre sarà una selezione di immagini storiche riferite alla storica mostra di Henry Moore al Forte Belvedere nel 1972.

Allo stesso Museo Novecento dal 23 settembre fino al 29 gennaio 2023 la grande mostra monografica di Tony Cragg (Liverpool, 1949) a cura di Sergio Risaliti con una selezione di sculture e opere su carta. E per la prima volta all’interno del chiostro del Museo ci saranno tre sculture monumentali.

Giunge inoltre alla terza edizione il Premio RINASCIMENTO +, dedicato al collezionismo contemporaneo: in questa terza edizione, il premio viene conferito a Marisa Chearavanont, Gianfranco D’Amato, Laura Mattioli, Fabrizio Moretti, Hussam Otaibi e Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. Il 23 settembre, in una cerimonia nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, i sei premiati riceveranno anche una scultura ideata appositamente per loro da Emiliano Maggi (Roma, 1977).

Ritroviamo la curatela di Risaliti anche a Palazzo Medici Riccardi, luogo in cui nasce, con Cosimo il Vecchio, il collezionismo moderno: dal 24 settembre «Passione Novecento. Da Paul Klee a Damien Hirst» (fino al 15 gennaio 2023), una selezione di opere di maestri del XX secolo, (Klee, de Chirico, Morandi, Savinio, Fontana, Burri, assieme a quelle di Warhol e Lichenstein, Brown e Emin) provenienti da collezioni private fiorentine e toscane.

Fino al 25 settembre al Museo dell’Istituto degli Innocenti c’è «Bonelli Story: 80 anni di storie a fumetti». A tenere le redini del tutto è MUS.E, presieduta da Matteo Spanò.

Tra le mostre della Florence Art Week si segnala al Museo Marino Marini «Andature II», nell’ambito del progetto a cura di Marcella Cangioli e Antonella Nicola che propone riflessioni sul concetto di tempo e il suo indelebile flusso (realizzate dal Museo in collaborazione con l’Associazione Culturale Città Nascosta e grazie al contributo di Fondazione CR Firenze). Troviamo quindi Elisabetta Di Maggio, con le sue cartografie erranti tra materiali diversi e i suoi francobolli, metafore di storie vissute e attese, e Sophie Ko con le sue mappe cromatiche informi create usando pigmenti puri, ceneri ottenute bruciando immagini di opere d’arte che raccolte in teche di vetro, poste verticalmente, si modificano con lo scorrere del tempo come in «Geografie Temporali».

© Riproduzione riservata Foto di gruppo dei curatori e dei responsabili delle istituzioni coinvolti nella Florence Art Week Henry Moore al Forte di Belvedere, 1972. Foto Roberta Resi e Luigi Ronconi