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Firenze | Rapporto 2019 sulla cultura

La cultura è il perno di un’agenda politica che in 10 anni trasformerà la città in un centro di creatività e contemporaneità all’avanguardia

Dario Nardella

Firenze. Cinque anni appena trascorsi e cinque ancora da affrontare per cambiare la nostra città. Appena iniziato il mio secondo mandato da sindaco, sento sopra le spalle una grandissima responsabilità. Ho sempre sostenuto che per trasformare veramente, nel profondo, una città, occorrono almeno dieci anni: i primi per impostare il lavoro, gli ultimi per completarlo. Siamo a metà del guado: negli scorsi cinque anni abbiamo piantato semi in settori strategici quali cultura, ambiente, infrastrutture e nei prossimi dobbiamo portare a termine i progetti lanciati.

Cultura nel dna per guardare al futuro
Parto dalla cultura, un tema per me molto caro. Non solo perché ho una formazione classica e sono diplomato in violino, strumento che amo e che continuo a suonare nei ritagli di tempo, ma perché la ritengo perno della mia attività politica e leitmotiv di una città che voglia guardare davvero al futuro. Guardiamoci intorno: Firenze trasuda cultura da ogni angolo, da ogni singolo museo, da ogni scorcio, da ogni veduta, da ogni opera d’arte. È qui che nel 2017 abbiamo voluto il primo G7 dedicato alla cultura, è qui che abbiamo organizzato, l’anno successivo, un inedito summit per celebrare e riunire insieme per la prima volta le città europee che sono state dichiarate capitali della cultura dal 1985, anno di lancio dell’iniziativa. Abbiamo messo la cultura al centro della nostra agenda politica, vista come chiave per la formazione, lo sviluppo, il progresso dei Paesi. La cultura è il cuore del nostro mandato amministrativo ed è parte essenziale del dna della città. La città che sogno nei prossimi anni è un centro di contemporaneità, di creatività, di fermento giovane e all’avanguardia.

Spazi e spettacoli
Partiamo dagli spazi. Negli ultimi anni non solo abbiamo evitato che luoghi culturali chiudessero, come il Teatro della Pergola, ma ne abbiamo aperti di nuovi, come lo splendido Teatro Niccolini o il Cinema della Compagnia, la Manifattura Tabacchi, il Caffè letterario nell’ex carcere delle Murate, il nuovo Museo Novecento. Tra le nostre priorità nel prossimo futuro c’è l’ulteriore valorizzazione del Forte di Belvedere, baluardo difensivo demaniale tornato nella piena proprietà del Comune da pochi mesi, sede privilegiata di mostre estive dedicate all’arte contemporanea, che vorremmo iniziare a tenere aperto tutto l’anno. Dai luoghi agli spettacoli: vogliamo continuare a investire nell’Estate Fiorentina, seguita da un curatore essenziale come Tommaso Sacchi, che adesso riveste il ruolo di assessore alla Cultura: abbiamo raddoppiato i fondi a disposizione, superando la quota di un milione di euro per sei mesi di festival, cinema, danza, eventi di tutti i tipi che fanno della kermesse un eterogeneo unicum nel panorama nazionale.

Enti ed eventi

Ma voglio anche sottolineare una straordinaria ricchezza di Firenze: una miriade di associazioni, enti, realtà culturali che ognuna nel proprio ruolo hanno cominciato a collaborare e a mettere a sistema iniziative impensabili fino a qualche anni fa. Penso a progetti come Secret Florence, Strings City, il Maggio (musicale) diffuso. Penso a grandi eventi come la Biennale dell’Antiquariato che da 60 anni e 31 edizioni è un’operazione di primo piano di promozione dell’arte. Vogliamo proseguire con sempre maggior convinzione su questa strada. Altri progetti sui quali abbiamo cominciato a ragionare: una grande iniziativa legata alla letteratura e un festival di architettura pensato però non per addetti ai lavori ma «diffuso» e a portata di tutti i cittadini.

E dopo Leonardo, Dante
Senza dimenticare i nostri immensi protagonisti della cultura: Leonardo e Dante. Del primo questo è l’anno del 500mo anniversario, del secondo ricorreranno nel 2021 i 700 anni dalla morte. Dopo il grande ritorno agli Uffizi del Codice Leicester, abbiamo organizzato tre mostre dedicate al genio di Vinci. E per Dante stiamo lavorando su altre iniziative di respiro nazionale. Come per esempio una grande campagna con l’Accademia della Crusca che potrebbe intitolarsi «Prima l’italiano».

Infrastrutture affidabili per un futuro sostenibile
Oltre che sulla cultura, la città che voglio disegnare per i prossimi anni punta molto sull’ambiente e sulla sostenibilità. Abbiamo scelto di iniziare in contemporanea i lavori di due linee della tramvia in mezzo a zone fortemente urbanizzate, con l’obiettivo ambizioso di dotare la città di un’infrastruttura moderna e funzionale entro la fine del primo mandato. I disagi sono stati molti, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Non mi stanco di ringraziare i fiorentini per la pazienza che hanno dimostrato. Oggi possono usufruire di un’infrastruttura moderna e affidabile che collega la periferia ovest con l’aeroporto e il principale ospedale della città. Oltre ai benefici in termini di viabilità, le due nuove linee significano anche 14mila tonnellate in meno di anidride carbonica l’anno e 12.500 auto in meno nelle ore di punta al giorno.

Lo scudo verde di una città green
Non solo tramvia, però. Sono attivi da alcuni anni i fortunati servizi di carsharing, con 650 vetture di cui 250 elettriche, e di bikesharing, con 4mila bici a noleggio e 100mila utenti. La promozione dell’elettrico ha poi previsto quasi 400 punti ordinari di ricarica in città, uno ogni mille abitanti. Sono 90 i chilometri di piste ciclabili, con l’obiettivo di arrivare a 110 chilometri nel 2020, e l’area pedonale raggiunge i 400mila metri quadrati. Dal gennaio scorso l’accesso in ztl è stato bloccato per i veicoli a benzina fino a euro 1 e ai diesel fino a euro 2. Stiamo predisponendo uno «scudo verde» che preservi l’intera città dai veicoli inquinanti, con l’obiettivo del dimezzamento del traffico urbano: grazie alla nuova rete di trasporto pubblico vogliamo ridurre da 200mila a 100mila i veicoli in circolazione. L’anima green di Firenze e le sue potenzialità sono del resto enormi. La città ha delle zone non edificate estese e noi abbiamo due grandi progetti a «cemento zero»: un grande investimento sui parchi, sia per quanto riguarda la riqualificazione di quelli esistenti che la creazione di nuovi, e una diffusione capillare di «orti urbani», ovvero un insieme di porzioni di terreno incolto da affidare a tutte le famiglie che ne faranno richiesta.

Il futuro è già qui
Quali sono i risultati di queste azioni? Oggi Firenze è una città più semplice, più bella, più vivibile, più smart, più verde, più contemporanea. I cittadini possono stare tranquilli: nei prossimi anni, da sindaco, metterò ancora più impegno, più passione, più dedizione, nel portare a termine i progetti avviati e quelli annunciati. La Firenze del futuro sta già arrivando.

Dario Nardella, da Il Giornale dell'Arte numero 400, settembre 2019


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