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Finalmente Montaigne potrà essere onorato nella sua tomba

Cronaca della riesumazione delle spoglie del filosofo francese a Bordeaux

Il momento dell'apertura della cassa mortuaria. Foto L. Gauthier / Mairie de Bordeaux

Bordeaux. Non si può certo dire che finora abbiano riposato in pace le spoglie mortali del grande filosofo francese Michel Eyquem de Montaigne, celebrato autore degli Essais e del Journal de voyage en Italie. Forse però ora finalmente Montaigne potrà essere onorato anche nella sua tomba, restituendo il luogo all’omaggio  universale, grazie a Laurent Védrine, direttore del Musée d’Aquitaine/Mairie de Bordeaux, e a Hélène Réveillas, archeoantropologa del Centre Archéologie Préventive de Bordeaux Métropole, nonché ricercatrice del laboratorio Pacea/Università di Bordeaux.

Ma andiamo con ordine. Nel 1592 Montaigne muore, all’età di 59 anni. Nel 1593 viene sepolto nella cappella del convento dei Foglianti a Bordeaux, ove la tomba viene ornata con un cenotafio che mostra il filosofo armato come un cavaliere medievale. Nel 1803 il convento dei Foglianti viene trasformato nel liceo imperiale di Bordeaux. La tomba e il suo monumento vengono sistemati nella cappella del liceo; questa nel 1871 fu distrutta dalle fiamme.

Fu così che, il 24 dicembre 1880, i resti del filosofo vennero traslati nel cimitero della Certosa di Bordeaux; da qui, nel 1886, giunsero, per una seconda volta, nel sito che fu un tempo sede dei Foglianti, e sul quale, dopo l’incendio, venne insediata la Facoltà di Scienze e Lettere. La tomba fu calata nei sotterranei, ove rimase per oltre un secolo completamente misconosciuta. Migliore fu invece la sorte del cenotafio, che, collocato all’ingresso della facoltà, ha accolto per oltre un secolo le generazioni di studenti di Bordeaux, finché, negli anni ’70 del XX secolo, l’edificio non divenne la sede del Musèe d’Aquitaine.

Arrivando ai giorni nostri, nel 2018 il direttore Védrine ha deciso che era giunto il momento di riportare alla conoscenza i resti mortali del grande filosofo francese. Ma non ha voluto che la sua decisione si traducesse in un’operazione tra il feticismo e il cold case: per questo Védrine ha coinvolto la talentuosa archeoantropologa Hélène Réveillas, che ha impostato una rigorosa ricerca multidisciplinare, con un comitato scientifico formato dai migliori specialisti della materia.

In questi ultimi giorni la ricerca è entrata nella fase operativa: la tomba in muratura è stata aperta, al suo interno sono stati individuati due scomparti; in quello superiore, una cassa in rovere, recante una placchetta metallica con la scritta «Michel de Montaigne». Anche sul coperchio viene ripetuto, su un lato, il nome del filosofo e, sulla faccia superiore, la data del 24 dicembre 1880, entrambe le scritte dipinte a pennello. È stato rinvenuto anche un cilindro plumbeo, che custodiva una bottiglia contente al suo interno un rotolo cartaceo, probabilmente il verbale di riesumazione.

All’interno della cassa, lo scheletro era conservato in una bara in piombo, il cui lato superiore è oggi in parte corroso e guastato, lasciando intravedere un femore e un osso coxale. Lo scomparto inferiore della tomba ha restituito invece un cranio e una mandibola: il ritrovamento ha molto sorpreso i ricercatori, anche perché le ossa sembrano appartenere a due individui diversi.

Ora i reperti attendono di essere scrupolosamente documentati e analizzati, secondo le più avanzate tecniche di indagine, tra cui l’individuazione del Dna, e per questo i ricercatori si sono già messi sulle tracce degli ultimi discendenti della casata del filosofo.

Nei suoi scritti, Montaigne ha lasciato preziose informazioni sul suo aspetto fisico e sul suo stato di salute: sappiamo che soffriva di calcoli e che era di statura piccola, ma di corporatura robusta (Essais, l.II). Lo studio dei resti ossei sarà l’occasione per ricavare le necessarie conferme sull’identità dell’individuo riesumato in quel lontano 24 dicembre 1880 e per restituire alla conoscenza e alla memoria comune anche il corpo mortale del grande filosofo.

Raffaella Giuliani, edizione online, 2 dicembre 2019


  • Il monumento funebre a Michel de Montaigne
  • Il team dei ricercatori in una fase dell'esumazione delle spoglie di Michel de Montaigne. Foto L. Gauthier / Mairie de Bordeaux

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