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Olga Scotto di Vettimo
Leggi i suoi articoliLa firma in aprile del protocollo di intesa tra il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, Giuseppe Gaeta, e il direttore del Museo Civico Gaetano Filangieri, Gianpaolo Leonetti, garantisce il completamento di alcuni interventi finalizzati alla riapertura del museo a giugno, proprio a conclusione dei restauri che l’Accademia sta realizzando su una parte degli arredi lignei del museo, a cui seguiranno quelli sui dipinti provenienti da Villa Livia (casa museo di proprietà del Filangieri, che conserva, tra le altre, opere di Bonito, Vaccaro, Stomer, Spadaro e De Mura). Dopo una prima tranche di lavori, realizzati con i fondi ordinari della Regione Campania, nel 2012 fu riaperta la Sala Carlo Filangieri, ma le difficoltà economiche suggerirono la costituzione dell’Associazione Salviamo il Museo Filangieri, presieduta da Maria Piera Leonetti, impegnata nella raccolta di fondi destinati a dotare il museo di un impianto di videosorveglianza e antincendio (cfr. n. 336, nov. ’13, p. 23) e a sostenere le spese del restauro dei dipinti, realizzato la scorsa estate dall’Iscr nei laboratori del Museo di Capodimonte. La seconda tranche di fondi regionali sono stati impiegati per il restauro della Sala Agata, anche questo seguito da Laura Giusti per la Soprintendenza competente e da Massimo Naviglio e Cassandra Lo Gatto per il museo con la cura di Luca Manzo per le ricerche e la documentazione. Non solo si è provveduto al rifacimento del tetto e degli impianti di illuminazione, ma, contestualmente all’adozione della tappezzeria ignifuga, è stato condotto un riallestimento filologico, sostituendo i tessuti color oro degli anni Cinquanta con quelli «verde lionato» voluti da Filangieri nel 1888. La sala, liberata dalle superfetazioni, è stata sistemata con arredi storici.
Olga Scotto di Vettimo
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