Expo (42), un monumento alla cretineria nazionale

Luca Scarlini |

«Quando andavo a Ostia e la vedevo dal treno, l’Esposizione mi faceva bollire il sangue. Il monumento alla cretineria nazionale. Mangiare pane e cipolla tutti i giorni per avere il vestito della domenica»: così un personaggio dell’amara e profetica commedia di Luigi Squarzina (regista, ma anche drammaturgo) L’esposizione universale, andata per la prima volta in scena al Teatro di Roma lo scorso giugno a quasi 70 anni dalla sua scrittura (ora riproposta da Bompiani, 182 pp., € 12,00). La vicenda ruota intorno al destino dopo la guerra dell’E42 di Marcello Piacentini, simbolo del regime, per molti anni usato come ricovero per sfollati, i quali trovarono precaria dimora tra gli enormi quanto metafisici corridoi marmorei dell’edificio. L’architettura monumentale fa da sfondo alle gesta di un’umanità dolente o aggressiva: un microcosmo che ossessivamente si confronta con il fantasma architettonico della mancata
...
(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Luca Scarlini