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Opinioni

Europei, custodiamo la stella dell'Inghilterra

Gli effetti della Brexit sul mondo dell'arte

«This is our star. Look after it for us», Led by Donkeys

Per ragioni ovvie, perché l’inglese è la lingua franca mondiale, perché c’è internet, la nostra Brexit non è come la rottura di Enrico VIII con il Cattolicesimo nel Cinquecento, che ci allontanò in modo drastico dal Continente almeno fino al Settecento. Londra, dove il 60% dei cittadini ha votato per rimanere, resterà la città più cosmopolita d’Europa per ragioni storiche, per il suo settore importantissimo di servizi finanziari (che il governo farà di tutto per proteggere) e per il suo sistema legale, usato da gran parte del mondo degli affari internazionali.

Molto dipenderà dalle decisioni che verranno prese nei prossimi undici mesi, durante i quali il governo britannico e l'UE negozieranno i dettagli degli accordi sul commercio, l’immigrazione, la residenza nella UE e viceversa.

La percezione di un'immigrazione fuori controllo è stato il fattore che ha influito di più sulle persone che hanno votato per la Brexit, che i conservatori hanno sfruttato in modo indecente durante le campagne elettorali. Il governo adesso dovrà accontentare questi elettori, pur volendo il più ampio libero scambio di merci tra il Regno Unito e l’UE. Perciò è probabile che la libertà dei cittadini UE di lavorare e risiedere nel Regno Unito verrà molto limitata dopo la fine del periodo di transizione, che finisce il 31 dicembre 2020.

Per questo l’effetto più misurabile della Brexit sul nostro mondo dell’arte avverrà probabilmente nelle università e nei musei. Negli ultimi anni migliaia di italiani sono venuti in Inghilterra a studiare e molti di essi sono rimasti a viverci. Studiare in un'università britannica adesso costerà il 25% in più, perché i cittadini UE non avranno più diritto al prezzo che pagano gli inglesi. Ed è anche probabile che non si potrà prolungare il soggiorno finiti gli studi. Attualmente i nostri musei e università sono arricchiti dalla presenza di molti cittadini UE nei loro ranghi superiori (il direttore del British Museum, per esempio, è un tedesco) ma è probabile che questo diminuirà.

Per ciò che riguarda la conoscenza delle lingue (dunque il sentirsi a casa non solo quando si viaggia ma anche per penetrare nel modo di pensare degli stranieri), i nostri studenti universitari sono provinciali in confronto agli europei perché nelle scuole statali inglesi non è più obbligatorio studiare una lingua straniera. Se noi inglesi adesso usciamo dal progetto Erasmus, l’isolamento culturale dei nostri studenti sarà ulteriormente aggravato.

E se a questo si aggiunge che la storia degli altri paesi d’Europa non viene affatto studiata nelle nostre scuole, questo nostro monolinguismo influirà anche sulla comprensione dell’arte antica, anch’essa poco studiata nelle nostre università perché il contemporaneo ha il sopravvento.

Le conseguenze di tutto questo saranno pesanti per il turismo di alto livello in Italia. Se non sai che cos'è il Rinascimento, che cosa t'importa di Donatello o Michelangelo? Si sceglierà di andare a godersi il clubbing ad Ibiza.

La tragedia della Brexit è che rappresenta la vittoria di una menzogna dei politici e un sogno falso e nostalgico per una certa parte della popolazione: quello di ritenere che nel passato stavamo meglio e che adesso torneremo a quei tempi d’oro. Intrecciata a questa menzogna ve n'è un’altra ancora più ignobile, cioè che è stata tutta colpa della UE se adesso non siamo tutti ricchi e contenti.

Quale effetto questa fallacia avrà sui nostri rapporti futuri si vedrà poco per volta, ma l’uso di un capro espiatorio in passato non è mai finito bene per nessuno.

L'articolo è illustrato con l'immagine finale del video di Led by Donkeys, gruppo anti-Brexit che usa la satira contro i politici, con la stella dalla bandiera dell'UE e un commovente appello all’Europa «This is our star / look after it for us (Questa è la nostra stella, custoditela per noi)»: una proiezione gigantesca sulle bianche scogliere di Dover visibile dalla Francia. Durante la seconda guerra mondiale queste scogliere furono il simbolo della resistenza anglosassone ai nazisti nel continente, ma i brexisti se ne sono impadroniti come simbolo nostalgico anti-europeo.

Anna Somers Cocks è co-fondatrice di The Art Newspaper, di cui è stata direttrice per tredici anni

Anna Somers Cocks, edizione online, 1 febbraio 2020



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