Esproprio

Achille Bonito Oliva |

Se l’arte è produzione di significati, il mercato, il museo e il collezionismo sono gli strumenti di espropriazione di questo significato. L’artista elabora una macchina linguistica che funziona attraverso ingranaggi autosufficienti e chiusi su propri sistemi. Eppure il mercato, il museo e il collezionismo sono le energie motrici che ne determinano e permettono il continuo funzionamento. Il mercato e il collezionismo da una parte e il museo dall’altra si muovono secondo motivazioni che sottendono un preciso disegno: quello della tesaurizzazione del significato e, quindi, della mercificazione. Il museo è un’istituzione che esegue la sua espropriazione in nome di una astratta collettività, che dovrebbe così usufruire della contemplazione socializzata e pubblica dell’arte. In realtà essa funziona per nome e per conto di un mandante che è la classe egemone che detiene tutto il potere, anche quello di produrre e
...
(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Achille Bonito Oliva