Esiste l’arte sonora? La risposta alla Fundación Miró

L’opera suona anche quando è in silenzio

«Fuga» (1908) di M.K. Čiurlionis, Kaunas, Museo Nazionale M.K. Čiurlionis
Roberta Bosco |  | Barcellona

È dedicata all’influenza del suono nelle arti plastiche la mostra più importante della stagione della Fundación Miró, quella che ogni anno sponsorizza la Fundación BBVA. «¿Arte sonoro?», dal 26 ottobre al 23 febbraio, rivisita secondo il curatore Arnau Horta, «la progressiva sonorizzazione dell’oggetto artistico, dalla fine dell’800 fino a oggi. Da allora il suono è diventato una fonte d’ispirazione costante e un ricorso utilizzato da molti artisti», afferma Horta che mette l’accento sul punto interrogativo del titolo.

«Ha senso parlare di arte sonora?», si chiede il curatore che inizia un percorso espositivo, suddiviso in cinque sezioni, con «Notturno», un dipinto del 1881 di James Whistler e altre tele direttamente legate alla musica di Frantisek Kupka, Jean Tinguely, Mikalojus Konstantinas Čiurlionis, Sonia Delaunay e altri artisti che trasformano il suono in un fattore decisivo
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