Era il re del mondo dell'arte di Los Angeles

La scomparsa di Eli Broad a 87 anni. Collezionista e mecenate, fondò un museo che porta il suo nome

Eli Broad
Wallace Ludel |

Il miliardario collezionista d'arte Eli Broad, uomo d'affari e filantropo che svolse un ruolo enorme nella trasformazione del panorama culturale di Los Angeles, è morto all'età di 87 anni. Tra l'altro è stato cofondatore dell'istituto d'arte noto come The Broad (diventato uno dei musei più famosi della West Coast) con sua moglie Edythe, che gli sopravvive insieme ai loro due figli.

Il finanziere è morto il 30 aprile in un ospedale di Los Angeles. Non è stata specificata la causa della morte. Broad ha accumulato la sua fortuna attraverso attività immobiliari e assicurative e, come filantropo, la sua impronta artistica a Los Angeles non ha eguali. Negli anni '70 fu presidente fondatore del Museum of Contemporary Art (Moca) e nel 2008 donò all'istituzione 30 milioni di dollari per salvarla finanziariamente.

Nel 1996, quando i piani per costruire la Walt Disney Concert Hall nel centro di Los Angeles, progettata da Frank Gehry, furono interrotti, Broad collaborò con l'allora sindaco Richard Riordan per organizzare una campagna di raccolta fondi. Lo sforzo generò 225 milioni di dollari, inclusi 15 milioni di dollari dalla fondazione di Broad; la sala da concerto fu aperta al pubblico nel 2003.

Nel 2006 Broad promise 50 milioni di dollari al Los Angeles County Museum of Art (Lacma) e due anni dopo l'istituzione aprì un nuovo edificio progettato da Renzo Piano, 6.500 metri quadrati di spazio espositivo, nel suo campus Wilshire. Ha chiamato lo spazio il Broad Contemporary Art Museum.

Forse ancor più sotto i riflettori, The Broad, il suo omonimo museo, ha aperto di fronte alla Walt Disney Concert Hall nel 2015. Ospitato in un edificio di 11mila metri quadrati progettato da Diller Scofidio + Renfro in collaborazione con Gensler, il Broad ospita oltre 2mila opere d'arte che compongono la collezione dei coniugi Broad. Il filantropo e sua moglie sono stati anche importanti donatori di centri di ricerca medica e scuole in tutto il paese e hanno investito oltre 100 milioni di dollari nel miglioramento delle scuole pubbliche americane.

Unico figlio di immigrati ebrei lituani, Broad nacque a New York il 6 giugno 1933. Quando aveva 7 anni, la sua famiglia si trasferì a Detroit, dove suo padre aprì un negozio di articoli economici. Il cognome di famiglia alla nascita era Brod, termine gergale spregiativo per le donne che rese il bambino vittima di bullismo; alle medie aggiunse una «a» alla grafia, cambiandone così la pronuncia.

Broad si laureò in amministrazione nel 1954 al Michigan State College, ora chiamato Michigan State University, che oggi ospita il Msu Broad Museum. Sposò Edythe Lawson quello stesso anno. All'età di 20 anni era uno dei più giovani contabili pubblici registrati del Michigan. Nel 1957 con Donald Kaufman, un imprenditore, ottenne in prestito 25mila dollari per avviare una società edilizia, Kaufman & Broad (ora KB Home). La loro intenzione era quella di costruire case semplici ed economiche nei sobborghi di Detroit: l'impresa divenne ben presto la più grande azienda indipendente di costruzione di case unifamiliari della nazione, rendendo Broad milionario all'età di 30 anni.

Kaufman & Broad si espansero presto in Arizona e California, e dopo che Kaufman si ritirò nel 1963, Broad trasferì la società a Los Angeles, dove si trasferì anche lui. Nel 1971 la compagnia acquistò Sun Life, una piccola compagnia di assicurazioni di Baltimora, per 52 milioni di dollari, e gradualmente espanse l'attività in quella che alla fine fu chiamata SunAmerica. La ditta fu venduta nel 1998 in un accordo che fruttò personalmente a Broad 3 miliardi di dollari.

Il primo grande acquisto d'arte di Broad risale al 1971, quando lui e sua moglie comprarono all'asta un disegno a inchiostro di Van Gogh per 95mila dollari. L'attenzione della coppia si spostò rapidamente sull'arte contemporanea, poiché Broad riteneva che i collezionisti più esperti del mondo stessero acquistando opere di artisti viventi. Ben presto accumularono quella che sarebbe stata una delle più grandi collezioni private di arte del dopoguerra negli Stati Uniti, comprese opere di Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat, Jasper Johns, John Baldessari, David Hockney, Jeff Koons, Cindy Sherman, Roy Lichtenstein, Joseph Beuys e innumerevoli altri. Nel 2005 pagò 23,8 milioni di dollari per «Cubi XXVIII», una scultura di David Smith del 1965; fu all'epoca il prezzo d'asta record per un artista contemporaneo.

L'aggressività di Broad e la portata del suo potere a volte irritavano l'opinione pubblica. Nel 2010 ha svolto un ruolo di primo piano nella controversa assunzione da parte del Moca del mercante d'arte Jeffrey Deitch come direttore, una decisione di cui in seguito parve pentirsi. Pare che nel 2012 abbia contribuito a costringere alle dimissioni il curatore del Moca Paul Schimmel, circostanza che indusse alle dimissioni di importanti membri del board tra cui John Baldessari, Catherine Opie, Ed Ruscha e Barbara Kruger. Si sa che Gehry e Broad si sono scontrati nel corso degli anni: l'architetto lo definì un «maniaco del controllo» in un'intervista alla trasmissione «60 Minutes» della Cbs. I Broad per anni vissero in una tenuta nel quartiere di Brentwood, inizialmente progettata da Gehry ma terminata sotto un altro architetto.

Mentre il suo omonimo padiglione era in costruzione al Lacma, Broad nel 2008 rivelò che non avrebbe donato le sue opere al museo, sebbene la donazione fosse stata ampiamente anticipata. Prese questa decisione quando «fu chiaro che nessun museo, incluso il Los Angeles County Museum of Art, si sarebbe impegnato a mettere una grande percentuale delle opere in mostra permanente», riferì in un articolo quell'anno «The New York Times». Preoccupato che la maggior parte delle sue oltre 2mila opere finisse in deposito, Broad optò invece per la fondazione del museo suo omonimo.

«Eli vedeva le arti come un modo per sforzarsi di costruire un mondo migliore per tutti», ha dichiarato Joanne Heyler, la direttrice fondatrice del Broad. «Era un leader civico ferocemente impegnato e la sua tenacia e difesa delle arti hanno cambiato in modo indelebile Los Angeles». Nei suoi primi giorni a Los Angeles, Broad si concentrò su quello che vedeva come un deficit culturale della città: i suoi sforzi per rimediare a questo possono essere considerati la sua maggiore eredità.

© Riproduzione riservata I coniugi Broad. Foto: Sam Comen L'Eli Broad Museum a Los Angeles. Foto: Jeff Duran Il Museo Eli Broad
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