Emilio Isgrò a Brescia fra teatro e arte

In vista di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023, il progetto «Isgrò cancella Brixia» esteso lungo il Corridoio Unesco che congiunge il Capitolium al Museo di Santa Giulia

«La pigrizia del discobolo» di Emilio Isgrò. Foto di Andrea Valentini Courtesy Archivio Emilio Isgrò
Ada Masoero |  | Brescia

A due anni dall’«Incancellabile Vittoria», realizzata nel 2020 per il ritorno della «Vittoria Alata» a Brescia dopo il restauro, Emilio Isgrò torna in città in vista di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023, con il grande progetto «Isgrò cancella Brixia» esteso lungo quel Corridoio Unesco che congiunge il Capitolium (dove, nella sala delle epigrafi romane, trova posto la suggestiva opera di Isgrò «Le api di Virgilio») al Museo di Santa Giulia.

Qui, nel Chiostro rinascimentale, appare un grande e misterioso strumento musicale, «L’armonium delle allodole impazzite», inedita installazione in cui s’intrecciano suggestioni diverse, da Bellini (con «Casta Diva») all’omaggio al pianista Arturo Benedetti Michelangeli, bresciano. Un’opera che, prodotta con Arte Sella, dopo la mostra si trasferirà permanentemente in Val di Sella (Trento).

All’interno del museo, il ciclo di 13 dipinti «cancellati» «Brixia come Atene», anch’esso inedito. Il Teatro Romano accoglie, invece, il 22 giugno, la prima del dramma «Didone Adonàis Domine» (poi replicato), scritto da Isgrò nel 1983 e messo in scena una sola volta nel 1986 a Barcellona Pozzo di Gotto nel Messinese (dove l’artista è nato nel 1937): uno dei suoi innovativi testi teatrali, come la trilogia dell’«Orestea», che andò in scena sulle rovine di Gibellina, il borgo siciliano distrutto dal terremoto del Belice del 1968. Il catalogo è di Skira.

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