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Musei

Effetto Beyoncé: ora il Louvre soffoca (e si ribella)

I visitatori aumentano, i dipendenti calano (-20% in 10 anni) e scioperano

L’Airbnb dentro la Piramide del Louvre. © Julian-Abrams14-min

Parigi. «Il Louvre soffoca», hanno denunciato i sindacati: il numero di visitatori continua ad aumentare, mentre il numero di dipendenti è in calo, -20% dal 2009 ad oggi. A maggio custodi e agenti della sicurezza hanno dunque deciso di incrociare le braccia per protestare contro il degradarsi delle condizioni di lavoro, costringendo il museo più visitato al mondo a chiudere le porte lunedì 27 e a riaprire a fatica il mercoledì 29, dopo la chiusura settimanale del martedì.

Il Louvre sta scontando l’«effetto Beyoncé»? La clip di «Apeshit», con Beyoncé e Jay-Z che cantano tra i capolavori del museo, tra cui la Gioconda, visionato più di 30 milioni di volte in pochi giorni l’estate scorsa, aveva un obiettivo ben preciso: aprire il museo a un pubblico di giovani non abituati a frequentare i musei. E non c’è dubbio che l’operazione, oltre ad aver fruttato tra 15mila e 20mila euro per qualche ora di set, abbia anche attirato nuovi visitatori. Lo ha confermato di recente il direttore del museo, Jean-Luc Martinez, intervenuto su France Inter: la clip «è stata uno strumento formidabile».

Il museo ha raccolto anche i frutti del ritorno dei turisti stranieri a Parigi già dal 2017, dopo i due anni difficili della minaccia terroristica. Ecco dunque che per la prima volta il tetto simbolico dei 10 milioni di visitatori è stato raggiunto nel 2018 e che una mostra, «Delacroix», ha attirato 540mila visitatori, numero record per il museo. Ci si può chiedere se il Louvre, primo museo su Instagram, abbia ancora bisogno di farsi pubblicità. Ma appunto, come ha detto Martinez, «il 60% dei francesi non va al museo» e quindi di pubblici da conquistare ne restano ancora molti.

Per i 30 anni della Piramide, il Louvre ha lanciato altre due campagne di marketing shock. Una con Airbnb, che ha tra l’altro permesso a una coppia di vincere una notte nel museo a tu per tu con la Gioconda. Iniziativa che ha sollevato l’ira delle associazioni per i senza tetto, mentre il sindacato Sud-Culture ha denunciato una partnership «contro natura». L’altra con Swatch, per la creazione di orologi con opere di Arcimboldo o David sul quadrante.

Intanto, per far fronte alla crescita del pubblico e migliorare le condizioni di visita, il museo ha realizzato dei lavori importanti sotto la Piramide di vetro, che nel 1989, 30 anni fa esatti, l’architetto Ieoh M. Pei, scomparso di recente, aveva progettato per 3-4 milioni di visitatori. Tra il 2014 e il 2016, i 7mila metri quadrati di spazio sotto la Piramide sono stati riallestiti, i flussi dei visitatori ripensati e riorganizzati gli accessi.

È stata aperta una biglietteria più funzionale e rifatta la segnaletica. E ora la Gioconda viene trasferita nella Galerie Médicis per la durata dei restauri della Salle des Etats in cui si trova. Il museo ha investito più di 50 milioni di euro per far fronte alle sfide del futuro. Sarà bastato? In ogni caso si direbbe che per ora una cosa continua a mancare: il personale.

Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 399, agosto 2019


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