Due case editrici si alleano cercando una «fertilizzazione incrociata»

I primi titoli inediti nati dall’unione di Mack e Spbh Editions usciranno in occasione dell’Art Book Fair di New York

Michael Mack
Rica Cerbarano |  | Londra

Annunciata durante Paris Photo 2023, la nuova partnership tra le case editrici Mack (nota realtà editoriale fondata nel 2010 dal londinese Michael Mack), e Spbh Editions (creata dall’italiano Bruno Ceschel nel 2011 come costola del progetto «Self Publish, Be Happy», un’organizzazione che promuove dialoghi all’avanguardia tra arte visiva e teoria critica) si presenta come una delle novità più interessanti del 2024.

La collaborazione tra le due case editrici mira a sviluppare interessi comuni, quali il raggiungimento di diversi target di riferimento e l’espansione su aree tematiche non approfondite singolarmente dai due editori. Mack è infatti rinomata per i titoli di grandi autori (pubblica circa 40 titoli all’anno), realizzati con grande cura e ricercatezza (molti suoi libri sono stampati in Italia). Il tratto distintivo di Spbh Editions invece sono le tematiche che affronta: grazie alla collaborazione con fotografi, scrittori e studiosi, vengono infatti esplorate questioni politicamente rilevanti e approcci sperimentali, strettamente legati alla cultura contemporanea.

Due visioni distinte che convergeranno in pubblicazioni dall’alto livello critico e autoriale con l’obiettivo di offrire uno sguardo a 360 gradi sulla fotografia e le arti visive come linguaggio multiforme e sfaccettato. «Mack e Spbh Edition sono due realtà complementari. La partnership non avrebbe senso se facessimo libri simili» afferma Ceschel, che si è rivolto a Mack in quanto tra le realtà più competitive del settore. «Michael Mack è sempre stato un punto di riferimento per me, perché ha trasformato un’impresa imprenditoriale quasi impossibile (quella del fotolibro) in un’infrastruttura complessa ed efficiente». Forte di questa macchina dalla portata internazionale, Mack si prenderà cura della produzione e della distribuzione dei libri firmati Spbh Editions, che conserveranno comunque la propria linea editoriale.

«Viviamo in tempi di risorse scarse. Post pandemia i costi di produzione si sono alzati notevolmente, ed è diventato davvero difficile muoversi sul mercato. Per questo motivo concepisco le collaborazioni come modo efficace per pensare al futuro. Michael condivide con me questa visione: insieme è meglio. Si utilizzano le risorse in maniera più efficace e sostenibile», continua Ceschel. Quella tra Mack e Spbh Editions è una collaborazione intesa come forma di resilienza in tempi difficili, ingrediente indiscutibile per resistere alle sfide poste dai cambiamenti in atto.
Bruno Ceschel
«Come editore, dopo la pandemia sono stato spinto dalla necessità e dal desiderio di continuare a rinnovarmi e a spingermi un po’ più in là», mi spiega Michael Mack, che per 15 anni ha lavorato come Managing Director di Steidl, altra grande casa editrice del settore. «Per farlo è necessario non rimanere fermi e non guardare sempre verso la stessa direzione. Per questo motivo, Mack oggi pubblica anche libri di arte contemporanea, di teoria e di architettura. Ci stiamo muovendo anche verso il mondo della letteratura, e in futuro ci occuperemo di cinema». Per crescere ed espandere i propri ambiti di intervento è però necessario circondarsi di persone capaci e professionali, che hanno una visione precisa e concreta. E Ceschel «è una delle pochissime persone nell’ambiente della fotografia su cui poter fare affidamento. Credo sia davvero un visionario», ammette.

La partnership tra queste due realtà si configura come un gesto di lungimiranza nel panorama della fotografia contemporanea, dove le iniziative di cooperazione e contaminazione sono spesso viste con scetticismo. Ma inquadrata in un mondo in trasformazione come quello odierno, questa presa di posizione chiama in causa anche il ruolo politico dell’arte. «Penso che la cosa più interessante del lavorare nell’ambito artistico sia il fatto che possiamo riconoscere le derive della cultura e della politica contemporanea in modo molto forte e prima di altri. Ciononostante, ritengo che la fotografia non abbia risposto in modo particolare a questi cambiamenti, perché molti autori e addetti ai lavori operano ancora in modo molto dogmatico», afferma Mack. «Ma la fotografia è lo strumento perfetto per affrontare questioni attuali in maniera seria e consapevole. Bruno, attraverso l’impegno critico con gli autori con cui lavora, è molto focalizzato su questa idea di fotografia come strumento per analizzare la cultura contemporanea. Credo dunque che questa “fertilizzazione incrociata” sarà davvero un passo molto positivo per entrambi».

La casa editrice con sede a Londra ha già ripubblicato diversi photobooks e saggi di Spbh Editions (tra cui My Birth di Carmen Winant), per renderli nuovamente disponibili (ora acquistabili sul sito web), ma i primi tre titoli inediti, frutto di questa collaborazione, usciranno in primavera, in occasione dell’Art Book Fair di New York. Non ci resta che rimanere in attesa.

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