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Restauro

Dove Leopardi abitò fanciullo

Sono pronte per le future visite le stanze, appena restaurate, in cui il poeta abitò con i fratelli

Uno scorcio di uno scalone interno di Casa Leopardi

Recanati (Mc). Con il nuovo percorso «Ove abitai fanciullo» in Casa Leopardi sono pronte per la prima volta le stanze, appena restaurate, in cui Giacomo Leopardi abitò con i fratelli. Oltre agli appartamenti del poeta, l’itinerario comprenderà una parte del piano nobile del palazzo di famiglia: potremo così esplorare i saloni di rappresentanza, la galleria con opere d’arte, il giardino, il salottino e le tre stanze dette «brecce» che il padre Monaldo fece costruire per i figli fra i due giardini sul retro.

La contessa Olimpia Leopardi che dirige Palazzo Leopardi con la sua famosa biblioteca, descrive così l’ampliamento in corso dei luoghi: «L’impianto decorativo delle camere di Carlo e Giacomo rispecchia un gusto settecentesco sia nei soggetti raffigurati sia nella gamma cromatica, mentre i rosoni al centro dei soffitti risultano più affini alle tipiche decorazioni ottocentesche. Il restauro ha rimosso le sovrammissioni pittoriche e riportato alla luce ciò che vedeva il poeta». Su progetto dell’ingegnere Stefano Donati e la sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, hanno eseguito i restauri Federica Camilletti e Antonella Celli. Di recente il Fai e il Comune avevano aperto nei pressi del palazzo «L’orto dell’Infinito».

Stefano Miliani, da Il Giornale dell'Arte numero 406, marzo 2020


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