Dopo 25 anni riecco Dürer

Allo Jeu de Paume dello Château di Chantilly si possono ammirare più di duecento incisioni del maestro tedesco grazie a due fondamentali collezioni, quella del Musée Condé e quella della Bibliothèque Nationale de France

Albrecht Dürer, Foglio dall'album di viaggio nei Paesi Bassi, Giovane donna e donna anziana di Bergen, Musée Condé, ©RMN-Grand Palais Domaine de Chantilly-Benoit Touchard
Elena Franzoia |  | Chantilly

È curata da Mathieu Deldicque del Musée Condé e Caroline Vrand della Bibliothèque Nationale de France la mostra «Albrecht Dürer. Rinascimento e incisione», dal 4 giugno al 2 ottobre allo Jeu de Paume dello Château. «Attraverso le sue incisioni Dürer ha contribuito a plasmare il Rinascimento europeo ponendosi al centro degli scambi artistici, affermano i curatori. È però un artista esposto troppo di rado in Francia, tanto che l’ultima mostra risale a oltre 25 anni fa. Per la prima volta abbiamo riunito due fondamentali collezioni, quella del Musée Condé e quella della Bibliothèque Nationale de France, consentendoci di raccogliere più di 200 fogli e di evidenziare la stupefacente abilità grafica di un autore che abbiamo cercato di collocare all’interno della propria pratica artistica e degli sconvolgimenti del suo tempo».

Undici le sezioni espositive: La circolazione delle stampe nel XV secolo; Dürer e Wolgemut: l’allievo e il maestro a Norimberga; Dürer e i maestri dell’incisione del XV secolo (Schongauer, Mantegna, Pollaiolo); Dürer e Jacopo de’ Barbari; La ricerca delle proporzioni ideali; Dürer un principe a Venezia; Dürer Raffaello Leonardo; Nella bottega di Dürer: il crogiolo tedesco; Rappresentare il mondo; Dürer e i Paesi Bassi; Ritratti di un artista umanista.

«L’Europa in piena effervescenza del Rinascimento», come la definiscono i curatori, e la fondamentale svolta impressa nell’arte del genio tedesco dalla frequentazione veneziana sono tra i capisaldi di un progetto che accosta a capolavori come «La Melencolia» o «Il cavaliere, La morte e il diavolo» riscoperte come il quaderno di disegni conservato a Chantilly che Dürer dedicò ai Paesi Bassi durante un viaggio intrapreso nel 1520-21 allo scopo di assicurarsi una pensione imperiale.

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