Doni e auguri all’orientale

Il Ponte propone il 22 ottobre 373 lotti tra arredi, sculture e oggetti da Cina, Giappone e Thailandia

Coppia di grandi vasi in bronzo e smalto cloisonné dalla struttura quadrata, secondo la forma arcaica «Fang Gu» creati in occasione del 32esimo anno di regno dell’imperatore Guangxu nel 1906 (stima 15-20mila). © Il Ponte
Elena Correggia |  | Milano

Il 22 ottobre a Milano la casa d’aste Il Ponte propone un raffinato viaggio nell’arte orientale, dalle sculture agli arredi, dai vasi ai piccoli oggetti d’arte, con una specifica attenzione alla produzione proveniente da Cina, Giappone e Thailandia. Nella sezione dedicata alla Cina spicca per il significato simbolico beneaugurale la coppia di pannelli del XVIII secolo in legno hongmu con al centro un motivo intrecciato in legno di bosso e sfondi dipinti con nuvole policrome e applicazioni in avorio raffiguranti divinità (stima 10-15mila euro).

La forma dei pannelli a doppia zucca (in cinese hulu) possiede un’assonanza con «fulu», felicità, mentre il motivo intrecciato al centro «dai» ha lo stesso suono fonetico di «generazione»: l’insieme esprime quindi un messaggio di prosperità, quanto mai attuale, per le future generazioni. Nell’ambito del vasellame si distinguono le raffinate sfumature cromatiche di una coppia di grandi vasi in bronzo e smalto cloisonné dalla struttura quadrata, secondo la forma arcaica «Fang Gu», creati in occasione del 32esimo anno di regno dell’imperatore Guangxu (1906; 15-20mila).

Agli inizi della dinastia Qing (XVII secolo) risale invece l’incensiere in bronzo parzialmente dorato con motivo di draghi fra nuvole, proveniente in origine dalla collezione Luisa Feltrinelli Doria (4-6mila). Fra gli arredi, due stipi nuziali del XIX secolo, rivestiti in galuchat, presentano una qualità e lavorazione che rimanda a una possibile commissione della corte imperiale coreana (4-6mila).

All’arte del Paese del Sol Levante appartengono poi due eleganti paraventi, entrambi con una valutazione di 3-4mila: il primo del XIX secolo è un trionfo di fiori di ciliegio e aceri, il secondo è ascrivibile alla fase di transizione tra periodo Edo e Meiji e si compone di sei pannelli con i personaggi del teatro Noh che risaltano emergendo da un fondo oro. Da segnalare, infine, il nucleo di netsuke (spesso utilizzati come fermagli per fissare piccoli contenitori alla cintura del kimono) in avorio finemente scolpito, fra i quali una fanciulla accuratamente modellata e firmata dal maestro Miyazaki Yoso (1.200-1.500).

© Riproduzione riservata Paravento a due ante decorato a fiori di ciliegio e aceri montato su pannello, Giappone, secolo XIX (stima 3-4mila euro). © Il Ponte
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