Dispacci dall’Ucraina

Gianluigi Ricuperati scrive in diretta il diario del suo viaggio a Kiev in occasione di «Planeta Ukrain - The bridge conference», il primo evento culturale internazionale organizzato nel Paese dall’inizio della guerra

© Yehor Milohrodskyi da Unsplash
Gianluigi Ricuperati |

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Lunedì 23 maggio 2022, ore 23
Essere testimone, essere giudice.
Riflessioni su una breve visita nell’Ucraina in guerra

Insieme ad alcune persone straordinarie - Vanessa Branson, attivista e fondatrice della Biennale di Marrakech, Masha Isserils, curatrice a Dresda e Berlino, Alberto Zontone, socio dello studio Patricia Urquiola, Stephen Lanvin, consulente di copyright culturale, Gabriele Abruzzese, fotografo d’arte, e la bravissima Nastya Stovbyr, pianista - ho passato gli ultimi tre giorni nell’Ucraina in guerra, nella sua aria scandita dai continui allarmi aerei, lungo le sue strade ferrate, nelle case, tra le persone. È stato un atto irrinunciabile, legato alla curatela del padiglione ucraino alla XXIII Triennale, ma è stato anche un onore proiettato nella mente e dal sangue, oltre che una cosa urgente da trasmettere ai miei figli Lev e Gioele, per metà ucraini: quando ami un mondo, portane un poco il peso.

In questi giorni ho avuto paura, ho sentito una vertigine curiosa, ho stretto sguardi di gratitudine con sconosciuti e abbracci sentiti con militari e combattenti (due novità assolute, per me, come per tanti altri); in questi giorni ho capito meglio le contraddizioni di un cosmo nazionale tutt’altro che perfetto, ma perfettamente situato dalla parte giusta della Storia, che sta dove abbiamo la fortuna di esser nati, ovvero nel sistema di valori liberali democratici; in questi giorni ho pensato all’amore e visto le conseguenze della morte, ho provato il freddo assurdo dei bunker e l’ilarità assurda di scherzare (quasi) sempre, anche quando non si deve. In questi giorni ucraini ho visto musei senza opere, istituzioni culturali con le finestre coperte da panni e asso di legno, le ormai proverbiali statue protette dai sacchi di sabbia, ma anche artisti straordinari, curatrici piene di speranza, operatori culturali determinati a scrivere con parole chiarissime il futuro presente di un patrimonio da difendere e diffondere. Ho anche visto un ministro della cultura di grande qualità, che lavora di domenica e ascolta proposte visionarie con spirito pragmatico, e imprenditori che si sono arruolati per resistere, sindaci tenaci, case editrici vibranti, e ancora, ancora, ancora. Se l’intento della Russia era di negare l’identità Ucraina, e se la parte migliore dell’identità passa anche attraverso la cultura, davvero oggi il paese è più vivo che mai.

Il nostro viaggio tuttavia non è stato solo costruttivo e istruttivo, ma anche rituale.

Abbiamo infatti visitato Gostomel, vicino a Bucha, nella regione di Kyiv, dove l’esercito russo ha compiuto atti di devastazione e profanazione, stupro e offesa.

È una delle impressioni più intense che abbia mai avuto. È stato un rito di osservazione e silenzio. Non si può davvero capire l’estensione e l’intensità di questa guerra e delle sue conseguenza senza visitare oggi, domani, dopodomani, l’Ucraina. Fatelo. Venite qui. La sicurezza è importante, e in una parte del paese è ormai a un livello accettabile: venite qui prima che la cronaca diventi Storia. Se pensate che tutto questo non vi tocchi, se vi interessano più le opere d’arte che gli esseri umani cui sono destinate e da cui sono messe al mondo, vi do un appiglio per convincervi: in Ucraina si sono perpetrati crimini di guerra impensabili anche contro il patrimonio artistico e culturale. Questi crimini vanno testimoniati, vanno respirati, vanno portati sulla propria pelle come uno spillo rovente - e solo allora, solo dopo che migliaia di persone come me e i compagni di viaggio di questa straordinaria avventura avranno solcato le strade di Kyiv, solo allora, credo, potranno essere davvero puniti. Siamo tutti allo stesso tempo testimoni e insieme giudici dei crimini contro la cultura e l’umanità perpetrato dai russi in Ucraina. 

Domenica 22 maggio 2022, ore 10
Siamo a Kyiv. La situazione è MOLTO diversa rispetto a Lviv.

1. Non è possibile accedere al balcone esterno
2. Non è possibile fotografare soldati, posti di blocco o altri esseri umani se ci sono forze militari (e sono ovunque).
3. Dobbiamo spegnere tutte le luci alle 11
4. Niente scherzi, niente sorrisi, niente storie.

Iniziano fra poco nostri incontri con gli esponenti della cultura Ucraina contemporanea.

Venerdì 20 maggio 2022, ore 12

Triennale Milano annuncia che «Planeta Ukrain», il padiglione ucraino alla 23esima esposizione Triennale di Milano, arriva fisicamente in Ucraina, grazie a un evento speciale che conferma l’impegno culturale di solidarietà nei confronti dell’Ucraina. Un simposio curato da Gianluigi Ricuperati a Kyiv, organizzato sotto egida della agenzia nazionale per le arti e la cultura, che si terrà alla galleria Naked Room nel centro di Kyiv dalle 18 alle 20 del 22 maggio.

L’incontro sarà trasmesso in streaming sui canali di Triennale ed è realizzato anche grazie all’impegno di Museums for Ukraine, l’organizzazione presieduta da Francesca von Hosvburg del Museo Thyssen.

L’incontro a Kyiv è parte di un viaggio effettuato da una speciale delegazione di donne e uomini europei impegnati nella cultura e nelle arti, che partecipano alla conferenza portando idee e progetti a favore della popolazione della solidarietà e della ricostruzione: il gruppo è guidato da Gianluigi Ricuperati e composta da Maria Isserli, curatrice dell'Albertinum di Dresda, Vanessa Branson, fondatrice della Biennale di Marrakech, Alberto Zontone, socio di Studio Urquiola, Stephen Navin, produttore musicale, Anastasia Stovbyr, pianista Ucraina, e Gabriele Abbruzzese, fotografo italiano.

«Planeta Ukrain - The bridge conference» è il primo evento culturale internazionale organizzato in Ucraina dall’inizio della guerra, e insieme ai relatori stranieri parleranno importanti esponenti delle arti del paese, alla presenza di Galyna Grygorenko, responsabile del agenzia per le arti, e del ministro della cultura Oleksandr Vladyslavovych Tkachenko.

L’obiettivo di questo importante appuntamento che sfida i rischi di un viaggio in un paese in guerra è costruire un ponte di progettualità e responsabilità condivise tra Italia Europa e Ucraina, e conferisce alla partecipazione del paese alla 23ma Triennale di Milano un tono di condivisione radicale e alleanza fraterna.

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