Diavolo d’un Füssli

Al Musée Jacquemart-André una sessantina di opere emblematiche in prestito da musei europei e statunitensi

«Le tre streghe» (post 1783), di Johann Heinrich Füssli, Stratford-upon-Avon, The Royal Shakespeare Theatre. © The Royal Shakespeare Company Theatre Collection
Luana De Micco |  | Parigi

Füssli si faceva chiamare il «pittore del diavolo». Sulla tela, l’artista svizzero, londinese d’adozione, dipinse le angosce dell’uomo, popolando tutta la sua opera di mostri e demoni, evocando atmosfere oniriche e surreali, anticipando, in epoca ancora neoclassica, il gusto del Romanticismo.

Dal 16 settembre al 23 gennaio il visionario artista è al centro di una monografica al Musée Jacquemart-André, la prima a Parigi dal 1975, con una sessantina di opere emblematiche in prestito da musei europei e statunitensi come il Kunstmuseum Basel, la Kunsthaus Zürich, il Metropolitan di New York, la Royal Academy e la Tate Britain di Londra.

«Füssli. Tra sogno e fantastico» è curata da Christopher Baker, direttore dei dipartimenti d’arte europea e scozzese e dei ritratti alle National Galleries of Scotland, affiancato da Andreas Beyer, docente all’Università di Basilea, e dal conservatore Pierre Curie.

Johann Heinrich Füssli nacque a Zurigo il 6 febbraio 1741. Cresciuto in un ambiente intellettuale, destinato a vita ecclesiastica, ricevette un’educazione classica. A Londra, nel 1764, frequentò gli ambienti teatrali. L’incontro con Joshua Reynolds, presidente della Royal Academy, fu determinante e lo convinse a dedicarsi alla pittura.

Autodidatta, viaggiò dal 1770 al 1778 in Italia, tra Firenze, Napoli e soprattutto Roma, dove rimase impressionato da Michelangelo e dalle antichità. Nel 1780 si stabilì definitivamente a Londra e, due anni più tardi, la Royal Academy espose uno dei suoi dipinti più suggestivi, e tra i più famosi, «L’incubo», di cui realizzò poi diverse versioni. Per la mostra parigina non si è scelto un percorso cronologico, bensì tematico.

Tutta l’opera pittorica di Füssli è infatti legata alla sua formazione letteraria, alle letture di Omero e Dante, Shakespeare e Milton, ed è questa a fare da filo rosso. Aprono il percorso la fascinazione per il teatro shakespeariano (dal Louvre arriva l’inquietante «Lady Macbeth sonnambula», 1784 ca) e per i miti antichi, incarnata da un possente Achille.

Una sezione è dedicata al tema dell’incubo e della stregoneria, un’altra al sogno e alle visioni (con il «Sogno del pastore», 1793). «L’universo pittorico di Füssli, scrive il museo, attraverso le sue creature ibride, i suoi mostri, le fate e le apparizioni, impone una nuova estetica atipica e strana per l’epoca, che oscilla tra fantasmagoria, sogno e fantastico».

© Riproduzione riservata «Lady Macbeth somnambule», 1784 ca, di Johann Heinrich Füssli. © RMN-Grand Palais (Musée du Louvre) /Hervé Lewandowski
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