Di mamma non ce n’è una sola

La maternità, anche nei suoi aspetti più oscuri e «feroci», e la condizione femminile dalle avanguardie storiche a oggi in una mostra curata da Massimiliano Gioni a Palazzo Reale di Milano

Cindy Sherman, «Untitled #223» (Senza titolo), 1990, C-print, 147,3x106,7, collezione privata, Courtesy Metro Pictures
Franco Fanelli |

Milano. «La maternità nel corso del ’900 è stato il luogo o il campo di battaglia sul quale si sono definiti i generi sessuali e sul quale il rapporto tra uomo e donna, e più generalmente tra Stato e potere, si sono confrontati. La mia è dunque una mostra che ha pochi aspetti consolatori della maternità. Direi che è più il racconto dello scontro tra emancipazione e tradizione nel ’900 nei ruoli e nei generi sessuali. Un altro modo di riassumere la mostra è il rapporto tra la donna e il potere nel corso del ’900, un potere dal quale le donne sono state escluse e che hanno dovuto riconquistare».
Così Massimiliano Gioni presenta «La Grande Madre», la mostra da lui curata e aperta a Palazzo Reale di Milano dal 26 agosto al 15 novembre. Prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi, la rassegna, che propone alcune assonanze con il tema della nutrizione affrontato da Expo 2015, riunisce 127 artiste
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