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Mostre

De Pisis e la nostalgia del frammento

Retrospettiva di 80 opere a Palazzo Altemps

Filippo de Pisis, «Natura morta marina» (1929), Milano, Collezione Augusto e Francesca Giovanardi. Foto di Alvise Aspesi © Filippo de Pisis by SIAE 2019

Roma. Slittata a causa del lockdown, riapre il 17 giugno al Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps fino al 20 settembre la retrospettiva di circa 120 opere di Filippo de Pisis (1896-1956), curata da Pier Giovanni Castagnoli con Alessandra Capodiferro.

Rispetto all'edizione milanese, la mostra si arricchisce di una quarantina tra carte e acquerelli, realizzati a principiare dagli anni dell’adesione alla Metafisica di de Chirico (1916-17) fino all’ultima stagione, segnata dalla malattia nervosa che lo porterà alla morte in un ospedale psichiatrico.

Nature morte, vedute urbane (Roma, Milano, Londra, Venezia), paesaggi campestri e marini, o rarefatte fantasie liriche con fiori e piume, vanno così a dialogare con le opere d’arte antica del museo sito nella dimora cinquecentesca degli Altemps. A connettere due mondi espressivi così lontani, la «nostalgia del frammento» tanto cara al pittore ferrarese. Promossa dal Museo Nazionale Romano con il Polo Museale di Milano arte moderna e contemporanea, la mostra è prodotta da Electa con il sostegno dell’Associazione Filippo de Pisis.

Guglielmo Gigliotti, edizione online, 17 giugno 2020



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