Danze d’amore e di morte

Su questo tema al Bündner Kunstmuseum di Coira opere dall'arte antica al contemporaneo

Giovanni Pellinghelli del Monticello |  | COIRA

La mostra «Dance Me to the End of Love. Una danza macabra», al Bündner Kunstmuseum di Coira fino al 22 novembre, affronta il topos «Amore e Morte» fra celebrazione del momento sensuale e caducità e termine dell’esistenza. Punto di partenza è il celebre ciclo di 25 rappresentazioni della morte, realizzate nel 1543 sul modello delle xilografie di Hans Holbein il Giovane per il Palazzo Episcopale di Coira, che dall’autunno per la prima volta dopo decenni tornerà ad essere accessibile al pubblico nel Museo del Tesoro della Cattedrale.

Ad esso il Bündner Kunstmuseum affianca la mostra dedicata al tema della «Danza della Morte»: danza come movimento, estasi e metamorfosi fino alla dissoluzione nella morte. Spaziando dall’antichità ai giorni nostri, affiancando alle opere d’arte oggetti diversi di storia culturale fino alla cultura pop e comprendendo tutti i media fino al cinema, la mostra focalizza il tema del movimento con opere di Jackson Pollock, Willem de Kooning, Jean Tinguely, Rebecca Horn e Daniel Schmid. Una sorta di Wunderkammer si concentra sul «Memento mori» e le «Vanitas» con objet d’art e opere da Hans Holbein ad Andy Warhol.

Infine, le dinamiche proprie della Danza, guidata dalla sete d’amore e trascendenza, sono espresse nelle opere da Auguste Rodin e Gustav Klimt a Yves Klein, da Man Ray a Vaslav Nijinsky, a Maurice Béjart, toccando perfino le inquietanti figure delle fiabe di Hans Christian Andersen.

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