Damien Hirst: «Sono un artista in fiore»

Intervista esclusiva sul suo nuovo progetto artistico

Damien Hirst al lavoro nel suo studio a Londra
Alison Cole |  | Londra

Ho visitato lo studio di Damien Hirst ad Hammersmith lungo il Tamigi, in una di quelle tipiche giornate inglesi piovigginose e grigie, venendo accolta da un’autentica esplosione di colori e da un Hirst raggiante, tutto sporco di colore e chiaramente nel suo elemento. Mi era stato raccomandato di mettere una vecchia tuta bianca e delle pantofole, nel caso in cui dovessi ritrovarmi anch’io imbrattata dal colore, che gocciolava alla Pollock su tutto il pavimento, e schizzava sulle superfici e sui sofà. Ero lì per parlare con Hirst del suo ritorno nello studio, dopo la lunga e intensa fase di produzione di «Treasures from the Wreck of the Unbelievable», e per vedere la sua nuova serie di dipinti di fiori di ciliegio in fase di produzione. Alcuni di essi sono ancora al loro stato di scheletro, in gestazione, e lui, con giocosa ironia, li descrive come «la versione brutta di Hockney». Altri sono carichi
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