Dalla Natività ai Magi nell'arte italiana | 29 dic

La strage degli innocenti di Guido Reni

Guido Reni «Strage degli Innocenti». Bologna, Pinacoteca Nazionale
Marco Riccòmini |  | Bologna

Sostiene Matteo che Erode, accortosi di essere stato fatto fesso dai Magi, si infuriò ordinando di «uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi» (Matteo 2, 16). Si compì, allora, prosegue l’Evangelista, la profezia del profeta Geremia: «un grido è stato udito in Rama, un lamento, un pianto e un grande cordoglio; Rachele piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata, perché non sono più».

Facendo un balzo in avanti di circa mille e seicento anni, vedo Reni nel suo studio, berretta di lana in testa e i piedi vicino alle braci del camino, sfogliare con occhio assopito il testo evangelico. Poi alzarsi e avvicinarsi con fare lento al cavalletto, accarezzandosi il pizzetto, già bianco. «Le mura a sinistra, e il palazzo di Erode a destra; però come quelli di Roma, che a Bologna non ne abbiamo mica di così belli – borbottava tra sé». «Ma, Maestro, lo interruppe un garzone, mi perdoni. Ma padre Mazza non ha detto che Betlemme era un piccolo borgo, come quello di Zola? Mica c’era un palazzo, no?».

A Reni passò un brivido lungo la schiena. «Io questo Cantarini un giorno o l’altro lo accoppo, se non impara a starsene zitto», pensò senza aprire bocca. In effetti, Betlemme era un borgo, ma l’arte è arte e Simone Cantarini, detto da Pesaro, morì ad appena trentasei anni in circostanze a dir poco misteriose. Ma per quanto innocente, nonostante certi pensieri furibondi del Maestro verso gli allievi troppo loquaci, la sua fu una morte isolata e non l’episodio singolo di una strage.

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