ARTEFIERA 970x90
Nuova testata GDA
Nuova testata GDA

Documenti

Dalla Natività ai Magi nell'arte italiana | 28 dic

Gli innocenti di Defendente Ferrari

Dida: Defendente Ferrari (Chivasso, 1480/85 - + dopo il 12 novembre 1540): La Natività con i Santi Innocenti. Fotografia su gentile concessione  del «Centro culturale diocesano di Susa», Cattedrale di Susa ( Torino)

La delicata, poetica tavola raffigura la Vergine e san Giuseppe in adorazione del Bambino, adagiato a terra su di un lembo di mantello di Maria; un gruppo di quattordici incantevoli e rosati bambini, da identificare nei Santi Innocenti, che, secondo una inconsueta e rara iconografia, fanno corona al neonato Cristo Salvatore al posto dei pastori e dei Magi. Rimangono della classica adorazione solo il bue e l’asinello, sul fondo a destra.

I Santi Innocenti, biondi ricciuti, con faccette gentili e malinconiche per la vita che troppo presto fu loro tolta, sono molto somiglianti al Bambino di cui sono ormai fratelli in cielo. Dipinti come angioletti celesti, tuttavia presentano in evidenza la loro mascolinità causa della loro morte, secondo il Vangelo di Matteo: «Erode, allora, vistosi beffato dai Magi, si infuriò e mandò ad uccidere, in Betlemme e in tutto il suo territorio, tutti i bambini di meno di due anni, secondo il tempo di cui si era accuratamente informato dai Magi» (Matteo 2,16). D’altra parte gli angeli (serafini, cherubini, ecc.) non hanno sesso. Defendente dipinge sulle loro teste la fiammella della fede ed insieme dello Spirito Santo.

La scena si svolge all’interno di un brano di edificio classico semidiroccato ed adattato a stalla. Sullo sfondo, una prospettiva assai luminosa con edifici e un arco romano diruto. C’è vita in questo sfondo: rumori, passi e voci. La strada è animata da figurine: un soldato con alabarda, una donna, un cane; un uomo si affaccia ad un balcone, sul quale vi sono panni stesi. In cielo appare un angelo circonfuso di fuoco come un missile minaccioso: qualcuno pagherà per questo sangue innocente versato. A chiusura della prospettiva, una chiesa a pianta rotonda sormontata da una cupola bronzea. L’edificio, di accentuato stile lombardo, presenta un modulo decorativo ispirato alla facciata della Certosa di Pavia, che Defendente ripeterà in seguito, con varianti più o meno significative, in molte altre sue opere.

La tavola è ricca di una complessa simbologia, tutta la leggere e da gustare; in primo piano sulla destra, un albero secco e reciso, a sostegno alla capanna, simboleggia il male in cui è caduta l’umanità dopo il peccato originale; i fiori sul proscenio non sono certo elementi casuali: la viola tricolore allude alla Trinità; la viola mammola è simbolo di umiltà ed è riferita espressamente all’incarnazione di Cristo in terra; il rosso papavero è simbolo di morte e di sventura, ed accenna al tragico futuro del neonato Bambino; la silene bianca, tradizionalmente chiamata «Fiore della Tomba» o dei  morti perché cresce  nei cimiteri, prefigura quello che dovrà avvenire e per cui Cristo è nato. Anche le rovine antiche, sparse al suolo e nello sfondo, terremotate, simboleggiano la fine del mondo antico all’avvento di Cristo.

L’opera è stata dipinta dal Defendente Ferrari intorno al 1511 per la Certosa di S. Maria in Banda, presso Villar Focchiardo in Val di Susa, un luogo montano remoto. Presenta forti consonanze stilistiche con la sua Natività, che si trova nella chiesa di San Giovanni di Avigliana (Torino) e con quella del Bode Museum di Berlino, ambedue datate 1511. Similare nelle tre tavole è la figura della Vergine elegantemente acconciata con un cercine, sopra il quale si appoggia il manto blu che ne fa la regina dei cieli; similari pure i piccoli Santi Innocenti in adorazione compunta del Bambino.

La Natività fu ritirata dalla chiesa della Certosa di Banda nel 1865, per sottrarla all’incameramento statale dei beni ecclesiastici, e fu portata nel duomo di Susa, ove ancor oggi si può ammirare.

I Santi Innocenti sono detti tali per la vita, per la pena e per la loro innocenza. Per la vita: la loro vita non nocque a Dio, agli altri e a se stessi. Per la pena: furono infatti ingiustamente uccisi senza alcuna colpa. Per l’innocenza: dal loro martirio acquisirono quell’innocenza che il battesimo conferisce ai credenti; il loro «battesimo di sangue», cioè, li mondò dal peccato originale e volarono in cielo, presso Dio, come ricorda il Salmo 24, 21: «Gli innocenti e i giusti sono presso di me».

La Natività con i Santi Innocenti era naturalmente viatico e meditazione per i monaci certosini di Banda, come anche per noi: il cielo lo si conquista solo con l’innocenza, conservata o ricuperata.

Arabella Cifani, edizione online, 28 dicembre 2020

©RIPRODUZIONE RISERVATA
  • Dida: Defendente Ferrari (Chivasso, 1480/85 - + dopo il 12 novembre 1540): La Natività con i Santi Innocenti. Fotografia su gentile concessione  del «Centro culturale diocesano di Susa», Cattedrale di Susa ( Torino)
GDA413GDA413 VERNISSAGEGDA413 GDECONOMIAGDA413 GDMOSTRE
Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012