Dall’alto e senza vergogna

Alla Wolfsonian l’ebrezza del volo e un confronto «sfacciato» col design di ieri

«5xWP tapestry design» (2021) di Bas van Beek
Matteo Fochessati |  | Miami Beach

Doppia inaugurazione alla Wolfsonian-FIU di Miami Beach dove, in concomitanza con la Miami Art Week, che si terrà dal 30 novembre al 5 dicembre, apriranno in rapida successione due mostre, entrambe progettate attraverso un diretto confronto con il ricco e straordinario patrimonio artistico delle collezioni del museo.

Curata da Lea Nickless e visitabile dal 19 novembre al 24 aprile 2022, «Aerial Vision» affronta, attraverso una mirata selezione, uno tra i temi più attinenti allo spirito e all’identità culturale della cospicua e articolata raccolta, cui ha dato vita il fondatore Mitchell Wolfson Jr, ossia l’influenza esercitata sull’immaginario collettivo della prima metà del Novecento dalle nuove scoperte tecnologiche e, in particolare, da quelle connesse ai trasporti aerei.

Aeroplani, dirigibili, ma anche ascensori e grattacieli contribuirono a espandere i punti di vista prospettici dell’umanità del ventesimo secolo, offrendo la possibilità di contemplare il mondo dall’alto in piena velocità.

Oltre cento opere (dipinti, stampe, disegni, grafica e arredi) documenteranno in una caleidoscopica e dinamica visione i meravigliosi progressi di questa alba della modernità. Tra quelle più significative in mostra si ricordano, oltre a diverse opere futuriste, quattro studi del 1944 di Dean Cornwell per un murale nell’Eastern Airlines Building nella Rockfeller Plaza e una libreria a forma di grattacielo di Paul Frankl.

L’esposizione «Shameless», curata da Silvia Barisione e aperta dal 29 novembre al 24 aprile 2022, porterà invece in mostra una selezione delle opere più iconiche realizzate da Bas van Beek in collaborazione con istituzioni culturali olandesi e una serie di nuovi interventi ispirati dalle collezioni della Wolfsonian. Al suo debutto negli Stati Uniti, l’artista e designer residente a Rotterdam e docente alla Royal Academy dell’Aia, riporta in vita, in questo secondo gruppo di opere, celebri o anonimi prodotti di design.

La mostra, realizzata in collaborazione con l’Het Niew Institut di Rotterdam, conferma dunque l’abituale inclinazione di van Beek a trasformare oggetti storici di design in nuove e moderne creazioni, rielaborando forme, funzioni e significati di tali opere. Attraverso un immersivo progetto di allestimento e multiformi soluzioni espressive l’artista olandese propone così un confronto «senza vergogna» con il design del passato, reinterpretando le collezioni e gli stessi spazi espositivi della Wolfsonian.

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