Dall’AI alla Z: un alfabeto dell’arte e della tecnologia nel 2023

La nostra guida a un anno in rapida evoluzione in materia di intelligenza artificiale, contratti blockchain, video su scala da stadio, Nft e social media

 #WhenWordsFail (2020-21) di Stephanie Dinkins, vincitrice del primo LG Guggenheim Award. Cortesia del Guggenheim
Louis Jebb |  | Londra

A sta per un anno di avvicinamento all’Artificial Intelligence (AI), l’intelligenza artificiale, per gli artisti e per tutti gli altri.
B per i contratti sulla blockchain per l'arte fisica, promossi dalle piattaforme Arcual, Artclear e Fairchain.
C per il compianto Harold Cohen, il pioniere dell’arte AI che nel 2024 avrà una mostra al Whitney Museum di New York.
D per DALL-E, il generatore onnicomprensivo di immagini  di OpenAI (vedi anche S è per Sam Altman).
E sta per Es Devlin, che con il suo video gigante Nevada Ark ha stupito The Sphere di Las Vegas (vedi anche U is for U2).
F è per FTX. Il Met di New York ha restituito una donazione di 550mila dollari dalla borsa di criptovalute ora fallita.
G come Gabriel Massan, artista digitale brasiliano e stella di prima grandezza con Madonna e alla Serpentine Galleries.
H è per Holly Herndon e Mat Dryhurst, leader del pensiero sull’AI e creatori di Have I Been Trained?
I come Instagram, costretto dalla legge europea a mostrare come e perché ha «shadowbanned», ovvero messo in ombra, gli artisti.
J come Job,  ovvero i posti di lavoro  di illustratori e fotografi minacciati dalla diffusione dell’arte generata dall'IA.
K come Agnieszka Kurant, una dei 13 artisti i cui Nft sono stati acquisiti dal Centre Pompidou di Parigi.
L come per il primo  LG Guggenheim Award, assegnato a maggio alla pioniera dell'AI newyorkese Stephanie Dinkins.
M come MoMA, sede del progetto MoMA Postcard NFT (vedi anche R per Refik Anadol).
N come Nancy Baker Cahill, che ha fatto volare sopra Manhattan CENTO la sua creatura piumata in realtà aumentata.
O come Outernet, il gigantesco schermo londinese a 360 gradi che ha ospitato il video Heaven’s Gate di Marco Brambilla.
P come Pablo Valbuena, la cui opera luminosa «Aura», nella Cattedrale di St Paul a Londra, ha brillato al London Design Festival.
Q come quantum art: arte e meccanica quantistica combinate a livello di particelle. La prossima (piccolissima) cosa?
R come l’artista dell’intelligenza artificiale Refik Anadol, le cui installazioni hanno fatto il pienone ad Art Dubai, Art Basel e MoMA.
S come Sam Altman, e il suo licenziamento shock (e poi il suo ritorno) come capo della OpenAI (vedi anche D per DALL-E).
T sta per TikTok e per il modo in cui Sotheby’s è diventata virale sulla piattaforma con la vendita della rockstar Freddie Mercury.
U come U2. La band ha lanciato lo schermo avvolgente di 160.000 piedi quadrati dello Sphere, a Las Vegas, costato 2,3 miliardi di dollari.
V come Vesuvius Challenge per aver utilizzato l’intelligenza artificiale per leggere gli antichi documenti della Villa dei Papiri (vedi anche X per X-ray).
W come William Holman Hunt, canalizzato da Daniel Ambrosi nei suoi «Dreamscapes» fotografici potenziati dall'intelligenza artificiale.
X è per la spettroscopia a raggi X, usata per analizzare le pergamene carbonizzate della Villa dei Papiri, a Ercolano.
Y è per i licenziamenti alla Yuga Labs, creatrice dei Bored Ape Yacht Club Nft.
Z è la lettera centrale di Tezos, l'onnipresente blockchain del mondo dell’arte.

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