Da Farsetti il Novecento più classico, fra spiagge misteriose e nuotatori

Ricca di opere significative del secolo scorso, la vendita di arte moderna e contemporanea, a Prato il 2 e 3 dicembre, presenta opere di de Chirico, Carrà e Morandi fra i lotti di punta

«Spiaggia misteriosa» (1968) di Giorgio de Chirico, stima 180-280mila euro. Cortesia di Farsetti arte
Elena Correggia |

Da Giorgio Morandi a Lucio Fontana, da Giorgio de Chirico ad Alberto Burri, da Amedeo Modigliani a Gino Severini: sono solo alcuni dei protagonisti dell’arte del Novecento le cui opere saranno proposte nel doppio catalogo della vendita di arte moderna e contemporanea che la casa d’aste Farsetti organizza a Prato il 2 e il 3 dicembre in tre distinte sessioni.

Dopo il felice risultato da Sotheby’s il 23 novembre, dove ha toccato quota 3,4 milioni di euro, Morandi è proposto fra i lotti di punta con un’altra delle sue celebri Nature morte» che traducono in forme distillate e poetiche alcuni oggetti domestici. Si tratta in questo caso di un olio del 1952, con una valutazione di 1,1-1,5 milioni. Dell’artista bolognese è proposto anche un paesaggio dalle forme semplificate, «Cortile di via Fondazza», del 1935 (650-850mila), che ritrae ciò che il pittore vedeva dalla finestra del suo studio.

Agli anni Trenta datano anche due imponenti tele di Ottone Rosai, esposte alla seconda quadriennale di Roma del 1935, che riproducono in dimensioni quasi reali due figure umane simboleggianti il mondo degli umili, ovvero «Il capoccia (Il mungitore)» e «Il Vecchio (Pietro o Pietro il povero)», entrambe stimate 130-160mila euro.
«Natura Morta» (1952) di Giorgio Morandi, stima 1,1-1,5 milioni di euro. Cortesia di Farsetti arte
Alla stagione della neometafisica appartiene invece il lavoro di de Chirico «Spiaggia misteriosa», del 1968, olio su tela valutato 180-280mila euro, mentre Carlo Carrà è proposto con un’emblematica tela «I nuotatori» (750-950mila), del 1929-30, esposta alla Biennale di Venezia del 1930 e testimonianza illuminante della stagione del «ritorno all’ordine» attraversata in quegli anni dal pittore.

Il tema della natura morta è interpretato anche da Gino Severini, in «Nature morte aux pigeons», del 1930 circa (150-200mila), opera che esprime la sua rilettura di riminescenze classiche e della dimensione del quotidiano e in «Omaggio a Casella» del 1947 dalle forme geometriche e dai colori sgargianti (150-220mila). Fra le tele di Renato Guttuso spicca «Eroina (L’eroina garibaldina-Partigiana assassinata)», del 1954, dalla carica espressiva drammatica e dal contenuto sociale (130-160mila).

Nell’ambito dello spazialismo non manca un lavoro di Fontana, tre tagli su fondo bianco del 1965-66, «Concetto spaziale, Attese», (700-900mila), che anticipa di poco l’esposizione alla Biennale di Venezia in cui Fontana ricevette il primo premio. Fra gli esempi di arte informale è invece presentato uno dei primissimi Cretti di Burri, «Bianco Cretto» del 1970 (240-340mila), mentre appare accordato su altri registri l’astrattismo lirico di Giuseppe Santomaso, ben evidente in «Fermenti al Sud», una tela del 1960 esposta anche al Kunstverein di Amburgo nel 1965 (100-150mila).

Infine, l’ampia selezione di lavori su carta comprende due importanti disegni di Amedeo Modigliani, realizzati nel 1915, anno di transizione e di sperimentazione per l’artista e precisamente «Studio di figure» (120-170mila) e «Portrait de femme au pendentif», (280-330mila), una gouache che esemplifica la sua attenzione per i ritratti, essenziali e definiti da pochi, eleganti segni.

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