Da Christie's gran finale tutto italiano

Dopo altre 3 aste, la casa di King Street termina con la sua 20ma Italian Sale

La «Contraerea» di Pino Pascali del 1965. © 2020 Christie's Images Ltd
Michela Moro |  | LONDRA

Giovedì 22 ottobre sarà per Christie’s una giornata molto intensa in campo internazionale con quattro aste tra Parigi alle 16 e Londra. Il gran finale londinese sarà «Thinking Italian Art and Design», che offre i migliori esempi italiani di entrambe le categorie.

Le aste sono precedute da esposizioni a Milano, Roma e Torino in Italia e a Londra durante Frieze online dal 9 al 16 ottobre e nei giorni precedenti le vendite; il catalogo online è arricchito delle nuove possibilità che la tecnologia offre, dalla visione a 360 gradi per le sculture alle opere da installare virtualmente nelle proprie abitazioni, alle viewing room sempre più realistiche.

L’Italia celebra nel circuito internazionale il 20mo anniversario della prima Italian Sale proposta nel 2000 da Mariolina Bassetti, che racconta: «Sarà offerta una trentina di lotti selezionatissimi che illustrano i dialoghi ricchi e belli della cultura visiva italiana del XX secolo a cominciare dalla “Contraerea” di Pino Pascali del 1965. È un assoluto capolavoro dell’importante serie delle “Armi” di un artista che ha prodotto solo 120 lavori. Quest’opera, a differenza di altre della serie, ha una dimensione quasi domestica, e proviene dalla collezione del barone Franchetti, uno dei principali interpreti del mecenatismo romano negli anni ’60.

È il sesto capolavoro di Pascali che proponiamo, valutato tra
2,7-3,8 milioni di euro; già dal primo offerto in asta abbiamo registrato record per l’artista, anche se internazionalmente è meno noto di Lucio Fontana. Di Fontana, con una medesima stima, presentiamo “Forma”, del 1957, opera seminale e rara che rappresenta magistralmente il pensiero dell’artista, perché propone la terza dimensione nell’arte in una forma nuova per l’epoca.

Per l’Arte povera abbiamo, tra gli altri, una doppia struttura ortogonale eseguita tra il 1964 e il 1969 da Luciano Fabro e una rara mappa viola del 1984 di Alighiero Boetti, amatissima o scaramanticamente temuta
».

Per il Design sono presenti i grandi classici come Carlo Scarpa e Ettore Sottsass, che compare con «Opera cosmica» del 1958, mentre Gio Ponti illumina gli ambienti con il lampadario «Pavone» del 1955, stimato 33-44mila euro. E ancora: Gio Pomodoro con un tavolo di marmo nero e bronzo del 1987, Riccardo Dalisi con una seduta per Alchimia, 1979.

Gli amanti dei vetri di Murano troveranno un’occasione ghiotta: un vaso del 1950 ca di Fulvio Bianconi per Venini della serie «a macchie», tra le più ambite dai collezionisti. È un modello iconico che anticipa il trend dell’espressionismo astratto delle fonderie muranesi, facendo fare così, sotto la spinta di Bianconi, un passo avanti alle possibilità del vetro verso forme eleganti e moderne, con valutazione tra 55-76mila euro.

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