Dürer e düreriani

Con una mostra sull’incisione tedesca apre il centro Palazzo Rubini Vesin a Gradara, cui si affianca la Biblioteca Oliveriana di Pesaro

L'acquaforte «Il Cannone» (1518) di Albrecht Dürer
Stefano Miliani |  | Gradara (Pu)

Raccoglie figure, allegorie, paesaggi, miti, santi, affollate scene urbane ricreate con minuzia da Albrecht Dürer e dagli incisori tedeschi del suo tempo una mostra che nel borgo medievale di Gradara inaugura uno spazio espositivo ristrutturato e votato alla grafica: Palazzo Rubini Vesin.

In nove sale «Dürer e gli incisori tedeschi del ’500» propone xilografie, bulini e acqueforti del maestro rinascimentale vissuto dal 1471 al 1528, di colleghi, allievi, emuli, collaboratori e rivali, cui si affianca «Guardando Dürer: i libri, i collages e Luca di Leida» alla Biblioteca Oliveriana di Pesaro.

Aperte fino al 16 febbraio, le due rassegne hanno come organizzatori i rispettivi Comuni, la società Gradara Innova e l’Ente Olivieri-Biblioteca e Musei Oliveriani di Pesaro. Spiega il curatore Luca Baroni, storico dell’arte e dottorando alla Scuola Normale di Pisa: «Esponiamo opere da collezioni private
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