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Cronaca dall’interno di Notre-Dame

Un resoconto dettagliato dei lavori nella Cattedrale devastata dal fuoco

La cattedrale di Notre-Dame in restauro

Parigi. Cinque mesi fa il mondo ha assistito con orrore allo spaventoso incendio che ha distrutto il tetto e la guglia di Notre-Dame, il monumento più famoso di Parigi, e ne ha minacciato la stessa sopravvivenza. Ecco che cosa è stato fatto finora per consolidare la cattedrale e per preparare il suo restauro e la sua ricostruzione.

Le macerie
La grande quantità di detriti caduti nella navata principale (frammenti di pietra delle volte, travi bruciate, lastre di piombo e così via) è stata quasi completamente rimossa con l’ausilio di robot perché agli operatori non è permesso entrare nella zona a causa del rischio di crollo delle volte. Questa operazione sarà completata a breve e tutto il materiale rimosso verrà conservato per un futuro esame e per un eventuale riutilizzo.

Le vetrate
Le vetrate superiori della navata e dell’abside sono state temporaneamente rimosse per assicurarne la conservazione. Sono state installate delle schermature trasparenti temporanee per isolare l’interno da infiltrazioni. Le vetrate inferiori delle navate e i rosoni dei due transetti sono stati per il momento lasciati in posizione.

Il tetto
Un telo impermeabile è stato collocato temporaneamente sopra la navata in vista dell’installazione della copertura del cantiere che è attualmente in preparazione. All’interno della navata è stata montata una rete di protezione in caso di crollo di pietre delle volte o di parti rimanenti della carpenteria. La statua della Madonna del Pilastro è stata rimossa, mentre l’altare maggiore, con il famoso gruppo di sculture barocche detto «Il Voto di re Luigi XIII», è stato messo sotto protezione.

Stabilizzazione dell’edificio
L’incendio ha avuto un serio impatto sulla stabilità strutturale del monumento. Le volte hanno perso gran parte della loro funzione strutturale e l’assenza del tetto e della guglia, che fungevano da zavorra per l’intero edificio, ha messo a rischio la stabilità delle pareti principali. Mentre le volte continuano a destare serie preoccupazioni (alcune pietre sono in effetti cadute) e dovranno essere ricostruite, sono stati effettuati importanti interventi per limitare il possibile crollo delle pareti della Cattedrale; tutti i contrafforti esterni sono stati recentemente rinforzati con robuste centine di legno per evitare che crollino in caso di cedimento delle volte. Una sequenza di travi di legno lamellare lunghe 18 metri è stata posizionata sopra le volte, al fine di realizzare una piattaforma di accesso per l’esame della struttura e per la futura ricostruzione. I timpani nord, ovest e sud sono stati rinforzati e sostenuti da strutture in legno. La Galleria delle Chimere della torre sud è stata ancorata con cinghie in fibra. Sono stati inoltre rinforzati due pilastri interni della cattedrale danneggiati dall’incendio.

L’inquinamento da piombo
Le 430 tonnellate di lastre di piombo che ricoprivano il tetto di Notre-Dame sono state completamente distrutte dal fuoco. Parti di esse sono cadute nella navata, parti si sono fuse e sono colate lungo le pareti, mentre una piccola parte si è polverizzata ed è stata dispersa del vento verso la zona ovest di Parigi nella spessa nuvola di fumo creata dall’incendio. Le preoccupazioni su un possibile inquinamento da piombo hanno costretto le autorità a interrompere i lavori di consolidamento della Cattedrale per gran parte del mese di agosto. Sono state attuate importanti misure di sicurezza per proteggere la salute dei lavoratori (procedure speciali di accesso, maschere, tute speciali, obbligo di docce ecc). Sono attualmente in corso le misurazioni dei livelli di inquinamento attorno alla Cattedrale e nelle parti vicine della città, per valutare il possibile rischio per la salute.

Le prossime attività
La prossima attività più importante sarà la rimozione delle grandi strutture metalliche del ponteggio costruite prima dell’incendio per il restauro della guglia, che è stato gravemente danneggiato. La sua rimozione sarà un compito delicato e rischioso, dopo il quale verrà realizzata la nuova copertura temporanea per il cantiere, che durerà fino alla ricostruzione finale. I banchi lignei del coro saranno protetti. Infine, una piattaforma di legno verrà posizionata sotto le volte per consentire la loro sostituzione e ricostruzione. Tutto questo dovrebbe essere completato entro l’estate del 2020.

La struttura di gestione
Fino ad ora le attività di consolidamento e messa in protezione sono state realizzate sotto la direzione dell’architetto capo di Notre-Dame Philippe Villeneuve, che ha coordinato le ditte specializzate incaricate direttamente o trasferite da altri siti nel quadro della procedura di emergenza («urgence impérieuse»). Questo sistema di gestione della ricostruzione cambierà quando verrà istituita la nuova agenzia per il restauro di Notre Dame, introdotta dalla legge adottata a luglio 2019 dal Parlamento francese. A quel punto, il restauro di Notre-Dame entrerà in una nuova fase, con nuovi protagonisti e procedure.

La filosofia del restauro
La nuova legge ha fornito un orientamento generale per il restauro, ma ha lasciato ampio spazio a decisioni future. Mentre la comunità dei conservatori in Francia e a livello internazionale è unanime sulla necessità di rispettare lo status di Patrimonio mondiale dell’Unesco di Notre Dame e i principi di conservazione previsti dalle carte internazionali del restauro, il modo in cui la legge è stata formulata può ancora consentire soluzioni diverse. Tra le questioni in gioco, alcune hanno importanza cruciale. Come ricostruire la struttura di sostegno del tetto? Le capacità tradizionali necessarie per ricrearlo così com’era esistono in Francia, ed è anche disponibile il giusto tipo di legno, ma sarà questa la decisione? Come sarà rivestita la copertura? Tradizionalmente, i tetti della Cattedrale erano rivestiti con lastre di piombo, che hanno lunga durata e un peso importante per la stabilizzazione dell’insieme. Ma sarà consentito usare il piombo dopo che le attuali polemiche sull’inquinamento da piombo si saranno calmate? La questione più critica riguarda la guglia. Sarà ricostruita nella forma progettata da Viollet-le-Duc nel 1860, come raccomandato dai principi di conservazione adottati a livello internazionale, o sarà oggetto di un «gesto architettonico» contemporaneo, come suggerito dal vero ideatore del processo di restauro di Notre-Dame, il presidente Emmanuel Macron?

L'autore dell'articolo è stato direttore del Centro del Patrimonio Mondiale (2000-10) e vicedirettore generale per la Cultura dell’Unesco (2010-18).



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Francesco Bandarin, da Il Giornale dell'Arte numero 401, ottobre 2019


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