Crolla il numero dei furti d'arte in Italia

Secondo i Carabinieri Tpc le nuove tecnologie e il Covid-19 hanno frenato i trafficanti di oggetti rubati

James Imam |

Secondo il rapporto annuale dei Carabinieri Tpc, nel 2020 in Italia sono state rubate meno opere d'arte e beni culturali rispetto all'anno precedente. Il calo è stato in parte causato dalla pandemia (che ha costretto anche i trafficanti di arte rubata a spostarsi online, come racconta il generale Roberto Riccardi, capo dell'unità), ma in generale fa parte di una più ampia tendenza condizionata dalla dotazione di tecnologie di sicurezza e sorveglianza sempre più high-tech.

Il rapporto rivela che nel 2020 sono state rubate 287 opere, rispetto alle 345 del 2019 e alle 474 del 2018. Nel frattempo, i Carabinieri hanno recuperato 501.574 oggetti per un valore stimato di 333,6 milioni di euro nel 2020 (di cui 1.085 dipinti e 7.460 sculture), rispetto a 902.804 oggetti per 103,5 milioni di euro (796 dipinti e solo 146 sculture) nel 2019. Le autorità nel 2020 hanno recuperato 12.181 articoli grazie alle ricerche online, rispetto agli 8.732 del 2019.

«L'impatto del Covid-19 sulle cifre non può essere escluso. Luoghi di culto, musei, gallerie e biblioteche sono stati tutti chiusi per lunghi periodi, riducendo così le opportunità per i ladri di rubare le opere», afferma Riccardi. Con il mercato antiquariale e le case d'asta chiusi, i Carabinieri hanno intensificato le ricerche online. «Le opere rubate sono state trovate nei cataloghi delle aste digitali, nei siti web e nelle pagine Facebook. I commercianti spesso non erano consapevoli di maneggiare opere rubate», afferma.

Le ricerche attraverso il catalogo elettronico dei Carabinieri, che conta 1,3 milioni di beni rubati (si tratta del database di questo tipo più antico e grande del mondo), saranno presto potenziate con un sistema automatizzato che perlustra la rete alla ricerca di opere corrispondenti. Il programma pilota, che è in via di sviluppo grazie a una sovvenzione di 5 milioni di euro dall'Ue e sarà messo a disposizione dell'Interpol, dovrebbe essere operativo entro la fine del prossimo anno.

Per un altro progetto, i Carabinieri stanno collaborando con il Parco Archeologico di Pompei per sviluppare un sistema di sorveglianza all'avanguardia basato su droni, che funzionerà da modello per altri siti simili. Utilizzando immagini satellitari e filmati ripresi da elicotteri e droni, i Carabinieri hanno completato un'indagine sui razziatori che operano in un sito archeologico della Magna Grecia in Calabria; l'inchiesta ha portato a 23 arresti e al recupero di 104 oggetti in diversi Paesi.

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