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Restauro

Così Firenze sarà ancora più bella

Una vasta campagna di restauri nel capoluogo toscano

La statua della primavera di Pietro Francavilla su Ponte Santa Trinita a Firenze

Firenze. Il Comune sta promuovendo una vasta campagna di restauri alla scala urbana e paesaggistica. È iniziato il restauro delle Rampe che salgono verso piazzale Michelangelo, realizzate tra 1872 e 1876 da Giuseppe Poggi. I lavori termineranno a fine aprile e riguardano un’area monumentale da tempo non più oggetto di interventi complessivi. Il progetto e la direzione dei lavori sono a cura del Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio del Comune con i tecnici della Direzione Ambiente. A finanziare interamente l’operazione, per un importo di quasi 2 milioni di euro, è la Fondazione CR Firenze, che celebra così i 25 anni di vita.

La prima fase di cantiere si concentra sul terzo livello, cioè sulla parte sommitale che ospita tre vasche e cinque grotte. Tra gli interventi figurano la rimozione della vegetazione infestante e la chiusura dell’impianto idrico con svuotatura delle vasche, che consentirà il loro consolidamento e una nuova impermeabilizzazione. A fine restauro un nuovo impianto riporterà l’acqua a zampillare. Essendo troppo costoso attingere acqua dall’acquedotto, sarà utilizzata direttamente la falda acquifera tramite pozzi artesiani e un sistema di ricircolo con pompe. Le piante originarie, tra cui ninfee, begonie, iperico ed edera, saranno studiate e ripiantate seguendo il manoscritto di Angiolo Pucci «I giardini di Firenze».

Altri interventi stanno interessando la trecentesca Porta San Giorgio resa sofferente dall’inquinamento e dagli agenti atmosferici. Costruita nel 1324 sul colle di Boboli su progetto attribuito ad Andrea Orcagna, la porta, che reca sul fronte esterno il bassorilievo con san Giorgio e il drago di Andrea da Pontedera (l’originale di fine Trecento è ora in Palazzo Vecchio), fu ribassata nel 1528 per essere meno vulnerabile ai cannoneggiamenti dell’assedio di Firenze. I cantieri dureranno sette mesi per un costo di 250mila euro. Il progetto fa parte del più ampio piano di recupero delle mura che ammonta complessivamente a 5,2 milioni di euro.

Quanto al Ponte Santa Trinita, saranno ripulite le quattro statue allegoriche dedicate alle Stagioni con un costo di 50mila euro. Il progetto è dell’associazione Noi per Firenze con cui collaborerà la scuola Lorenzo de’ Medici. I lavori di ripulitura dallo smog e di trattamento con protezione idrorepellente per contrastare l’azione disgregante degli agenti atmosferici sono partiti lo scorso settembre. Il ponte attuale risale alla seconda metà del Cinquecento e porta la firma di Bartolomeo Ammannati, che con la probabile collaborazione di Michelangelo si trovò a ricostruire la precedente struttura distrutta da un’alluvione. Realizzate nel 1608 in occasione delle nozze di Cosimo II de’ Medici con Maria Maddalena d’Austria, le statue portano la firma di Pietro Francavilla (Primavera), Taddeo Landini (Inverno) e Giovanni Caccini (Estate e Autunno). Minato e distrutto dai tedeschi nella notte tra 3 e 4 agosto 1944, Ponte Santa Trinita venne ricostruito com’era e dov’era dall’architetto Riccardo Gizdulich su idea dell’antiquario Luigi Bellini.

Nel capoluogo toscano è stata anche recuperata la piazzetta dello Sprone a poca distanza da Palazzo Pitti su cui affacciano una palazzina progettata nel 1954 da Giovanni Michelucci e una torre duecentesca. Grazie alla collaborazione con i privati (gli esercenti e gli artigiani dell’area) la corte su cui insiste il noto locale Ditta Artigianale è diventata, da luogo di spaccio e degrado, un luogo più intimo e vivibile, che ospiterà eventi promossi dall’associazione IN Piazza integrando le attività che già interessano la vicina piazza della Passera e la Trattoria 4 Leoni.

Elena Franzoia, da Il Giornale dell'Arte numero 393, gennaio 2019


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