Come mettere in sicurezza gli oltre seimila borghi italiani?

Un convegno di Italia Nostra a Roma il 26 e 27 marzo

Stefano Miliani |

Sui borghi storici Italia Nostra ha pronto un piano e un convegno in programma venerdì 26 marzo dalle 14.30 e sabato 27 dalle 9 alle 17 in collegamento webinar dalla sala «Maria Luisa Astaldi» nella sede nazionale di Roma: il simposio si intitola «Riflessioni sulle strategie per la salvaguardia dei centri storici a 60 anni dalla Carta di Gubbio».

Che cosa propone l’associazione per combattere lo spopolamento e per «mettere in sicurezza gli oltre seimila borghi italiani»? «La maggior parte è nelle zone a più alto rischio sismico e qui dovrebbe essere obbligatorio il Sisma Bonus», dice l’ingegner Giandomenico Cifani, vicepresidente della sezione aquilana.

Queste risorse pubbliche vanno concentrate in quei territori, insiste: «È controproducente estenderle alle zone a bassa sismicità», come accade oggi. «E bisogna puntare su interventi in grado di resistere al tempo». L’ingegnere chiarisce con un confronto: il sisma del 2016 rase al suolo Amatrice mentre hanno retto le case di Norcia, ristrutturate bene dopo terremoti passati.

Ancora: per Cifani in centri storici come Castelluccio di Norcia, dove le case sono addossate tra loro, non ha molto senso recuperare o proteggere singoli edifici senza pensare all’inisieme, perché «gli interventi disarticolati non garantiscono la sicurezza sismica».

Altra proposta: Italia Nostra invoca una «commissione integrata» con esperti di ingegneria sismica e funzionari del Ministero della Cultura che sia referente unico e abbia potere di veto su progetti e lavori edilizi, per «garantire la qualità architettonica».

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