Come cresce ITsArt?

A distanza di tre settimane dal suo lancio è possibile iniziare a vedere come si delinea il rapporto tra ITsART ed il suo pubblico

Riccardo Deni |

I primi vagiti
A distanza di circa tre settimane dal lancio della piattaforma ITsART torniamo a vedere come si sta comportando la piattaforma comunemente chiamata il «Netflix della cultura italiana», e verso quali contenuti (e quale pubblico) si sta orientando. Palco e musica, innanzitutto. Dopo l’inizio frizzante di cui abbiamo parlato, è arrivato il momento dei concerti, emanazione e conseguenza del periodo che vorremmo definire post-pandemico. È il caso del concerto di Emma all’Arena di Verona ritrasmesso gratuitamente dal 15 giugno sulla piattaforma. Poi il cinema: l’idea qui è quella di privilegiare una vista complessiva del meglio del cinema italiano, ed ecco che stanno effettivamente giungendo sulla piattaforma una serie di titoli emblematici della nostra storia del cinema. Poi il design, come il primo episodio di «Sie7e», una web serie ideata e diretta da Anna Dora Dorno di «Instabili Vaganti», realizzato all’interno del Pavillon de l’Esprit Nouveau di Bologna. Questo primo periodo di vita della piattaforma, insomma, è un manifesto di quello che l’Italia della creatività e della cultura esprime di meglio oggi, e di cosa l’ha già consacrata a livello mondiale nel passato.

Chi è ITsART?

ITsART è gestita da Cassa Depositi e Prestiti (società controllata dal ministero dell’Economia) e da Chili, partrner tecnico-commerciale, e famosa società milanese, arcinota per il suo servizio di streaming. Nella sostanza la proprietà è di CdP (da lì arriva anche Antonio Garelli, presidente del consiglio di amministrazione della società), Società utilizzata dal MEF e dal Governo per interventi strategici e come leva di politica industriale in tutto il Belpaese. ITsART è partita con 30 milioni di euro di fondi e per ora pubblica contenuti di terze parti e, seguendo accordi specifici, li mette a disposizione del proprio pubblico – così come ha sempre fatto Chili -, ma non è detto che in futuro non inizi a produrre propri contenuti, aumentando le proprie opportunità di offerta. La scelta di CdP è significativa perché restituisce l’idea strategica del progetto nell’idea dell’esecutivo e del ministro Franceschini.

Le novità e il percorso futuro
Il futuro di ITsArt continua sulla sfida ai contenuti, quella che riguarda tutte le piattaforme di contenuti oggi presenti sul mercato. Solo in questi giorni è stato lanciato «Back to Earth», con Mario Tozzi, dalla Galleria Nazionale di Arte Moderna, in cui il geologo parla del ruolo della terra nel nostro immaginario collettivo e del sostentamento che ne deriva, così come, disponibile dal 26 giugno, in esclusiva gratuita, «Fiorella al Teatro Romano di Ostia Antica», in cui un luogo speciale il Teatro di Ostia Antica si unisce alle note e alla voce di una delle grandi interpreti del panorama musicale italiano per dare vita ad uno spettacolo che si preannuncia suggestivo. Si intuisce, ancora una volta, che la grande sfida di piattaforme come ITsArt è rappresentata dai contenuti e dalla capacità di offrire qualità, comparata con quanto offerto in quello stesso momento dal mercato. Sarà interessante seguirne l’evoluzione.

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