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Mostre

Com’è raro il legno della Croce

Capolavori della scultura lignea medievale al Museo Civico di Bologna

Croce scolpita del Maestro del Crocifisso, Venezia, Fondazione Giorgio Cini

Al Museo Civico Medievale, dal 22 novembre all’8 marzo, la mostra «“Imago Splendida”. Capolavori di scultura lignea a Bologna dal Romanico al Duecento», curata da Massimo Medica e Luca Mor, presenta inediti al pubblico capolavori lignei della scultura altomedioevale, perlopiù grandi crocifissi, alcuni restaurati per l’occasione.

Uno squarcio illuminante sulla cultura altomedievale della città che coglie novità ed evoluzioni stilistiche a Bologna fra l’anno 1000 e il XIII secolo, in un esordio di Medioevo di fiorente clima multiculturale per il suo ruolo di crocevia strategico fra il Mediterraneo e il Nord Europa.

Purtroppo, della scultura lignea medievale, così fiorente all’epoca, restano oggi (a Bologna come in tutte le grandi città medievali italiane) pochi esempi. Ciò enfatizza il valore delle testimonianze locali che già s’impongono come opere monumentali di elevata qualità esecutiva.

A cominciare dal complesso della Crocifissione della Cattedrale di San Pietro (in assoluto fra i più antichi in Italia ancora completi delle figure dei Dolenti), stilisticamente unico nel coevo tessuto artistico emiliano e padano e perciò lavoro pressoché certo d’una bottega alpina itinerante dedicata alla scultura del legno, che completò l’opera per la consacrazione della nuova cattedrale celebrata da papa Lucio III nel 1184.

Le novità introdotte dal Duecento s’illustrano nel gruppo di sculture stilisticamente omogenee del Christus Triumphans: opere dense di naturalismo già gotico pur se d’iconografia ancora arcaizzante. Sono il Crocifisso della Basilica di Santa Maria Maggiore, poco noto e restaurato per l’occasione, l’ancora meno conosciuto Crocifisso nelle Collezioni Comunali d’Arte, rimontato nel corso del Trecento su una croce dipinta da Simone dei Crocifissi, e il Crocifisso della Fondazione Giorgio Cini a Venezia.

L’identificazione di questa bottega attiva a Bologna nel Duecento consente di cogliere la vitalità dello spazio liturgico a Bologna tra il XII e XIII secolo e le influenze della Rinascenza Gotica d’Oltralpe nei dettagli locali, originalissimi, stimolati le une e gli altri dall’interazione creativa fra le novità d’Oltralpe, la circolazione di «arti minori» (in mostra anche preziosi codici miniati e altri oggetti liturgici prestati da vari musei italiani: Trento, Parma, Padova, Venezia), la presenza, fluida o stanziale, di eruditi stranieri (nel 1088 la creazione dello Studium) e l’influsso della scultura toscana che proprio a Bologna si esprime nell’Arca marmorea di San Domenico, realizzata per la chiesa omonima da Nicola Pisano e aiuti (1264-67).

Giovanni Pellinghelli del Monticello, da Il Giornale dell'Arte numero 402, novembre 2019


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