Cinquant'anni di arti decorative

La vendita di design del Novecento della milanese Il Ponte il 17 e 18 dicembre

Michela Moro |  | MILANO

Ripercorrere la storia del design sfogliando il catalogo di un’asta: anche questo è la vendita di Arti Decorative del ’900, Design e Modernariato che Il Ponte presenta il 17 e 18 dicembre (non in presenza; solo con offerte scritte, partecipazione al telefono o online) nella sede di via Pitteri a Milano. Un percorso attraverso l’eleganza degli oggetti e degli arredi, partendo dal 1924, anno in cui Umberto Bellotto, talento veneziano del ferro battuto e del vetro soffiato, produce leggiadri connubi tra vetro e ferro, rimasti dal 1937 ad oggi nella medesima collezione, valutati tra 4-10mila euro.

Gio Ponti declina la sua versatilità come progettista e decoratore d’interni, ed è proposta una rara scrivania integrata a una parete attrezzata, antesignana del celebre esemplare realizzato per l’ufficio dell’editore Gianni Mazzocchi. La scrivania dirigenziale con «pannello cruscotto» (1953) ha una valutazione di 50-80mila euro, mentre la maestria di Ponti con la ceramica è rappresentata da una coppia di grandi ciste ornamentali con coperchio a volute, realizzate da Richard-Ginori, Pittoria di Doccia nel 1926 e stimate 9-12mila euro.

Due lotti degli anni Cinquanta, lontani per progetto e progettista, ma ugualmente stimati 18-25mila euro, potrebbero stare benissimo l’uno accanto all’altro: la coppia di sedie «Cervinia» che Carlo Mollino ideò nel 1953-55 ca per la «Casa del sole» (in asta ne sono presentate tre coppie) e la lampada da terra «Mitragliera» di Franco Albini. Sempre tra gli arredi è interessante il binomio di consolle e specchiera francesi a palmette degli anni Settanta della Maison Jansen (9-10mila), così come la coppia di comodini rotondi in legno di palissandro indiano, piano e base in marmo rosa di Candoglia, degli anni Cinquanta (1.200-1.800). Osvaldo Borsani e Arnaldo Pomodoro collaborano per il letto matrimoniale modello 8604 del 1958-62, valutato 6-8mila euro.

Tra gli oggetti fragili e iconici, si distinguono: il vaso a murrine policrome in vetro di Murano realizzato dalla Vetreria Artisti Barovier alla fine degli anni ’10 (4-6mila), l’alzata in vetro soffiato verde e ametista scuro di Carlo Scarpa per MVM Cappellin del 1930 (10-15mila), il raro vaso in vetro incolore di Murano di Tomaso Buzzi datato 1933 (4-6mila), un classico vaso «scozzese» di Fulvio Bianconi per Venini del 1954-57 (20-40mila) e non ultimo il vaso di Ettore Sottsass realizzato nel 1962-63 per Il Sestante, primo esempio di raffinata galleria milanese già in quegli anni dedicata al design (3.500-4mila).

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