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Aste

Christie's e Sotheby's: i gioielli brillano un po’ meno

Gli incassi delle aste di Ginevra registrano una flessione rispetto al 2017

Rahul Kadakia, direttore internazionale del dipartimento di gioielleria di Christie’s, batte il diamante Winston Pink Legacy per 44,4 milioni di euro. © 2018 Christie’s Images Ltd

Commentare il mercato delle aste di gioielli rappresenta un momento di serenità dopo aver analizzato i limiti delle aste di arte contemporanea e del XX secolo. Quello dei gioielli è un mercato strutturato con veri venditori, veri compratori, la giusta proporzione di mercanti e di privati, e con una perfetta ripartizione dell’attività tra America, Europa e Asia. Il tutto sotto il controllo di esperti eccellenti che operano da decenni nelle loro rispettive case d’asta e senza cross-over: sembra una favola per bambini cresciuti o un modello economico eccellente.

Certo, i risultati mostrano una flessione sul 2017. Si parla di 492,3 milioni di dollari per Christie’s nel 2018 contro i 556 del 2017 e di 403 contro 441 per Sotheby’s. Globalmente le aste del 2017 sono state salvate dall’asta Rockefeller, ma la flessione delle aste di gioielli è lo specchio esatto della situazione sempre più tesa del mercato dell’arte.

Le aste di novembre a Ginevra sono state un’esemplificazione perfetta dello stato del mercato dei gioielli.
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Bruno Muheim, da Il Giornale dell'Arte numero 393, gennaio 2019

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