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Christie's chiude la stagione con 23,6 milioni

Il marmo di Antonio Lombardo ruba la scena, ma il volto digitale della casa d'aste mostra l'età contro la forte concorrenza

«La morte di Lucrezia», opera attribuita ad Antonio Lombardo. © 2020 Christie's Images Ltd

Dopo la vendita da 150 milioni di sterline «Da Rembrandt a Richter» di Sotheby's in streaming live con più telecamere il 28 luglio, Christie's ha concluso il 29 del mese la stagione delle aste londinesi con un incanto più tradizionale. Il titolo dell'evento di Christie's era meno accattivante: «Evening Sale di arte classica: dall'antichità al XX secolo»; si trattava, come per il catalogo di Sotheby's, di una selezione di «categorie incrociate» che era, tecnicamente, un'asta dal vivo. Ma solo una ventina di persone socialmente distanziate potevano partecipare in sala, lasciando il resto del mondo a guardare su un sito web di Christie's che in un momento di forte accelerazione del digitale sta iniziando a mostrare la sua età.

Le principali case d'asta avevano annullato le normali vendite serali di giugno e luglio a Londra. Christie's ha scelto di includere la selezione delle opere d'arte moderna e contemporanea nella sua ambiziosa nuova «One» in quattro sedi, e destinando i lotti di arte antica, argenti, arti decorative, stampe e libri in quest'asta miscellanea del 29 luglio.

«Christie's ha messo tutto nella vendita One», dice Todd Levin, un consulente d'arte newyorkese che per i suoi clienti acquista sia arte contemporanea sia arte antica. «Era senza benzina». Ma per la bontà dei rapporti con i collezionisti nei suoi oltre 250 anni di attività, Christie's è sempre in grado di tirar fuori dal cappello qualcosa di eccezionale.

Il pezzo più sorprendente di questa vendita è stato probabilmente un superbo rilievo marmoreo del XVI secolo raffigurante «La morte di Lucrezia», ritenuto opera di Antonio Lombardo, membro di spicco della famiglia di artisti che introdusse la scultura classica a Venezia durante il Rinascimento. Scoperto di recente in una collezione privata europea e stimato tra 560 e 890mila euro, si pensava che il rilievo finora sconosciuto provenisse da una serie di sculture di eroine classiche realizzate nel 1510 ca per il duca di Ferrara, per il quale Antonio Lombardo lavorò come scultore di corte per circa un decennio.

L'ultimo pezzo di Lombardo apparso sul mercato pubblico era stato un rilievo raffigurante «Didone, regina di Cartagine», andato in vendita nel 1988 presso la casa d'aste Duke's, con sede nel Dorset, che lo vendette per 275mila sterline dell'epoca.

«Aveva tutte le caratteristiche migliori», dice del Lombardo di Christie's Stuart Lochhead, un mercante londinese di sculture. «È rarissimo vedere questo genere di opere arrivare sul mercato. I volti erano pieni di emozione e il lotto era in condizioni incredibili», ribadisce Lochhead, che era uno dei partecipanti in sala. La scultura ha attirato un serio interesse da almeno quattro offerenti prima di essere aggiudicata a un collezionista privato collegato al telefono per 4,1 milioni di euro diritti compresi.

Anche il «Ritratto di una giovane donna, a mezzo busto, con in mano una catenina» (1603-06) di Pieter Paul Rubens, dipinto quando il giovane artista era in Italia o in Spagna, veniva presentato da Christie's come una «scoperta», ma recentemente era stato esposto in prestito a lungo termine allo Houston Museum of Fine Arts. Stimato tra 4,4 e 6,7 milioni di euro, recava la valutazione più alta di tutto il catalogo. Nonostante tutto lo splendore tecnico del dipinto, rimaneva, come gran parte della produzione di Rubens, non un'immagine particolarmente attraente per l'occhio contemporaneo: è andato venduto a un offerente al telefono a 4,4 milioni diritti compresi (la stima minima); è stato comunque il prezzo più alto della serata.

Gli offerenti hanno dimostrato più entusiasmo per un Libro d'ore sontuosamente miniato dal Maestro del Breviario Monypenny, attivo a Bourges negli anni ’90 del Quattrocento. La miniatura medievale è da tempo, in termini relativi, uno dei settori meno costosi del mercato. Ma qui è esplosa, con più offerenti che hanno proiettato questo importante volumetto a 1,78 milioni di euro diritti compresi, oltre tre volte la stima massima. Dal 2015 è stata la prima volta, secondo Christie's, che un manoscritto miniato occidentale ha superato il livello di prezzo di 1 milione di sterline.

Ha anche fatto colpo sugli offerenti un «Ritratto di anonimo con un libro di preghiere in mano», un dipinto su tavola di scuola borgognona di simile datazione e uguale bellezza. Posseduto nel Settecento da Sir Robert Walpole, il primo Primo ministro britannico della storia, e ora venduto dal Conte di Derby, era in condizioni eccezionali ed è stato acquistato da un offerente collegato al telefono a 1,78 milioni di euro diritti compresi contro una stima di 440-680mila.

Ci sono stati però anche degli invenduti. Una maschera da mummia egizia dall'aspetto impressionante, stimata tra 780mila e 1 milione di euro, è stata uno dei 17 lotti rimasti invenduti dei 65 del catalogo. «Siamo alla fine di luglio. È sopraggiunta un po’ di stanchezza», dice Levin. «Con le vendite online, ci sono aste che si svolgono per 24 ore al giorno. C'è un sovraccarico. Dovrebbe essere fantastico perché puoi farlo in pigiama, ma così finisce che nessuno vede l'arte dal vivo». L'asta di Christie ha raccolto 23,6 milioni di euro diritti compresi, una frazione di ciò che ha raccolto la sera precedente la futuristica «Da Rembrandt a Richter».

Se da una parte è vero che Christie's non ha potuto aumentare il totale con un Miró o un Banksy, è anche vero che con il suo lussuoso catalogo stampato, una vendita miscellanea «vecchia scuola» di dipinti antichi e oggetti d'antiquariato, e con il banditore, Jussi Pylkkänen, che brandisce teatralmente il martelletto davanti a una singola telecamera online, questa sembra davvero una vendita all'asta di un altro secolo.

Scott Reyburn, edizione online, 31 luglio 2020



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