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Economia

Che impatto avrà la lotta al riciclaggio degli Stati Uniti?

Il Congresso approva nuove regole sul commercio di antichità: è bene che il mercato dell’arte si prepari

Le nuove regolamentazioni porteranno nuovi controlli ai mercanti di antichità statunitensi. Foto: Stijn te Strake

Il primo gennaio il Senato degli Stati Uniti ha annullato il veto del presidente Trump sull’«Authorization Act for 2021 (Ndaa)», un disegno di legge che (forse sorprendentemente) include regole che interessano anche il mercato dell'arte. Nello specifico, la nuova legge sottopone i «venditori di antichità» alle disposizioni del «Bank Secrecy Act», il quale richiede la registrazione della proprietà effettiva finale in caso di una «limited company», una società a responsabilità limitata civile, e definisce che il Financial Crimes Enforcement Network (FinCen) presso il Dipartimento del Tesoro, debba condurre uno studio sul riciclaggio di denaro nel mercato dell'arte.

A lungo ipotizzato ma solo ora approvato, il disegno di legge è un passo significativo nella regolamentazione e del mercato dell’arte e delle antichità negli Usa, anche se è da ritenersi ancora molto meno invasivo rispetto all’approccio in uso oggi nell’Unione Europea. I nuovi regolamenti sollevano interrogativi sul rapporto costi-benefici del rendersi a essi conformi, ma non lascia dubbi, dopo la relazione del Senato dello scorso anno, sul fatto che i regolatori hanno messo nel loro mirino il mercato dell’arte, e circa il fatto che lo stesso mercato ora debba rispondere se vorrà avere voce in capitolo nella supervisione e controllo del rispetto delle regole o meno.

Qualunque cosa si pensi dei regolamenti o dei regolatori, queste sono le cose (un aumento dei controlli, ndr) che stanno accadendo. E mentre è discutibile se FinCen sia l'organo giusto per condurre uno studio sul mercato dell’arte, il mercato deve ora prendere una decisione. Possiamo lamentarci o possiamo essere coinvolti nel dialogo. Certo è che preferirei essere al tavolo della discussione piuttosto che fuori dalla stanza. Lo studio di FinCen potrebbe non essere l'ideale, ma è un'opportunità che se gli attori responsabili ignoreranno, lo faranno a loro pericolo.

La nuova legge
La legge modifica il «Bank Secrecy Act», 31 U.S.C. § 5312 (a) e lo estende ai «commercianti di antichità». Quella definizione non è circoscritta, e quindi solleva la questione di chi sia un commerciante di antichità (e chi non lo sia). In realtà, attualmente, questa include i «consulenti» per tali soggetti, quindi è da considerarsi più estesa di quanto potrebbe apparire. I commercianti di antichità devono presentare quelli che vengono chiamati i cosiddetti «rapporti di attività sospette», per garantire che i potenziali clienti non siano tra quelli sanzionati dall'Ufficio di Foreign Asset Control (Ofac) e per segnalare eventuali transazioni in contanti superiori a 10mila dollari. La legge mira anche a un altro strumento spesso utilizzato per osteggiare e ostacolare la trasparenza: le società a responsabilità limitata (Llc).

Il ruolo delle Llc è spesso negli occhi di chi guarda. Come ogni struttura di capitale, le Llc sono molto utilizzate per scopi più che legittimi. Gli individui formano Llc per detenere beni, gestire linee di business distinte e separare le attività non correlate. Negli Stati Uniti le Llc sono creature di diritto statale e devono essere costituite nel rispetto delle norme delle rispettive Segreterie di Stato. La persona che amministra la società è pubblicamente visibile ed esplicita, ma solitamente è un procuratore per la società (come uno studio legale), in modo che gli azionisti effettivi non siano di dominio pubblico. In effetti questo è spesso il punto. Se questo è d’altronde perfettamente normale, allo stesso modo, l’analisi delle Llc mostra che il loro utilizzo scade nel puro concetto di «shell company» (società di comodo).

In tutta onestà, infatti, non vi è dubbio che se hai l’obiettivo di nascondere o mimetizzare livelli e strutture di capitale, queste siano un modo efficace per farlo. La legge ora richiederà il deposito delle informazioni sulla titolarità effettiva presso FinCen. Queste informazioni non sono ancora immediatamente visibili pubblicamente, ma sono più facilmente accessibili alle forze dell'ordine o ad altre procedure legali. Più in generale, la legge contiene già al suo interno quello che accadrà dopo.

Il disegno di legge indirizza e sprona FinCen nell’«eseguire uno studio sull'agevolazione del riciclaggio di denaro ed il finanziamento del terrorismo attraverso il commercio di opere d'arte». A tal fine, è necessario che FinCen presenti, entro un anno, una relazione al Congresso, la quale affronti, tra le altre cose, la dimensione del fenomeno del riciclaggio di denaro ed il finanziamento del terrorismo attraverso il commercio d'arte, la necessità di ulteriori regolamentazioni e temi simili.

Quello che accadrà dopo
È qui che il tutto verrà messo alla prova, e per questo dovrebbe esserci motivo di preoccupazione. La scorsa estate il rapporto del Senato era formalmente ampio, ma in realtà un caso su due riguardava dei businessman già presenti nell'elenco delle sanzioni dell'Ofac. Gli investigatori del Senato hanno parlato in dettaglio a più case d'asta e il risultato sono stati i soliti cliché.

Possiamo aspettarci di meglio da FinCen? No, a meno che coloro che sono effettivamente coinvolti nel commercio non parlino. Ci sono troppi escamotage facilmente accessibili per resistere e opporsi alle autorità di regolamentazione, che si tratti dello stesso articolo rimaneggiato sui porti franchi o, come sopra, lamentarsi delle «società di comodo». E parlare può avere un effetto: lo testimonia il recente rifiuto sull'uso dell’Unesco di numeri non ufficiali sul valore di mercato del commercio illecito di manufatti.

La sensazione qui è che l'effetto sulla trasparenza dell'estensione del segreto bancario sarà inferiore al costo, in quanto le informazioni Ubo (Ultimate Beneficial Ownership) non saranno più accessibili alle controparti rispetto a quanto accadeva prima. L'approccio migliore rimane la vigilanza su una completa varietà di informazioni, compreso l’Ubo, ma anche la storia ed i fattori di rischio intrinsechi dell'oggetto venduto, e un set di informazioni sulla controparte.

Accusare il mercato dell'arte di essere pieno di criminalità e riciclaggio di denaro è tropo semplicistico, ma la percezione che la politica ha del mercato è altresì rilevante, e questa nomea ha chiaramente influenzato la politica ed il legislatore stesso. Qualunque cosa sia un «mercante di antichità», la maggior parte non sono grandi case d'asta, e la sostenibilità dei servizi di conformità alla legge, in un anno che ha distrutto le piccole e medie imprese, potrebbe avere un serio impatto sul mercato.

Come notato, tuttavia, il punto chiave è che la questione è sul radar della politica a tutti i livelli e trasversalmente a tutti gli schieramenti. Il cambiamento sta arrivando. La domanda è: come sarà?

L'autore è un partner dello studio legale Sullivan & Worcester a Boston. Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su Art Law Report

Nicholas O'Donnell, edizione online, 19 gennaio 2021

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