Cercate esotismo? C’è una serra moresca in Villa Torlonia

Con il restauro, progettato da Maria Cristina Tullio e costato 260mila euro, si concludono i lavori iniziati nel 1980 quando il Parco era degradato e gli edifici in parte crollati

La Serra Moresca in Villa Torlonia a Roma
Tina Lepri |  | Roma

Apre per la prima volta al pubblico la Serra moresca nel Parco di Villa Torlonia, finora inaccessibile. Con il restauro, progettato da Maria Cristina Tullio e costato 260mila euro (l’ultimo dei restauri decisi da Renato Nicolini nella Villa dopo la Casina delle Civette, il Villino Rosso e il Casino dei Principi), si concludono i lavori iniziati nel 1980 quando il Parco era degradato e gli edifici in parte crollati. Progettato nel 1839 da Giuseppe Jappelli (l’architetto del celebre Caffè Pedrocchi di Padova), il complesso torna così alla sua originaria bellezza.

Eccezionali le grandi vetrate circondate dalle piante rare del giardino: agavi, palme, fiori di loto e ninfee. L’appellativo «moresca» viene dall’Alhambra di Granada a cui è ispirata la Serra di Villa Torlonia, che comprende anche una stretta torre e una grotta dedicata alla Ninfa. Così estrosa ed eclettica la volle il principe Alessandro Torlonia che destinò la Serra a luogo delle meraviglie, del piacere e della convivenza tra natura e sofisticato artificio artistico.

Il restauro si è svolto in due tempi: tra il 2007-13 fu ricostruito l’assetto originario dell’edificio (costo 5 milioni di euro), mentre quello appena concluso ha riguardato l’allestimento dello spazio museale. La Serra moresca doveva riprodurre, secondo il principe, i luoghi dell’Orlando Furioso e così la grotta è il giardino di Ninfa di cui scrive l’Ariosto: la Serra rappresenta il Campo dei Mori. Inserito nel circuito dei Musei di Villa Torlonia, il complesso sarà aperto dalle 10 alle 16, tranne il lunedì (orario fino al 31 marzo).

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