Case d’asta: serene e ottimiste

Michela Moro |  | Milano

Le case d’asta italiane viaggiano in controtendenza rispetto al mercato internazionale: nel 2016 hanno prodotto un fatturato totale di 245 milioni di euro diritti d’asta inclusi.

Complessivamente i valori sono stati in linea con quelli dell’anno precedente, con lievi variazioni, mentre le grandi corazzate internazionali hanno risentito in maniera maggiore delle politiche legate a un mercato meno locale, dove tra l’altro si nota un maggior utilizzo che in passato di transazioni private, meno costose rispetto agli alti premi dovuti alle case d’asta.

Inoltre piccole realtà crescono: crescono in qualità e affidabilità, ed erodono spazi un tempo appannaggio di pochi.

L’arte moderna e contemporanea è sempre centrale negli scambi, le opere storicizzate del Novecento sono sempre più ricercate, mentre l’arte giovane italiana è in stallo.

Il design va bene, anche se siamo lontani dai risultati
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